Bianco, rosso e rosè tutti i vini per le festività

Romagna | 24 Dicembre 2018 Gusto
I suggerimenti per bere bene in questo periodo secondo degustatori, sommelier, osti e giornalisti

Fabio Magnani, giornalista e oste
Uno spumante diverso dal solito è il «Franciacorta Zerò Pas Dosé» prodotto dall’azienda Cà dei Ronchi. Al naso non nasconde un tratto di tropicale che ricorda il melone giallo e l’ananas. Crema, lieviti con sfumature di affumicato e di piccola frutta rossa. Funghi e sottobosco tra note di scorze di agrumi essiccati, nocciole ed erbe aromatiche. Non mancano sfumature saline. Al palato la bollicina è ben intessuta. Sapidità ad allungare il passo di bocca e freschezza acida a solleticare il frutto maturo. Per le crudità di pesce, i formaggi freschi abbinati a pane nero caldo. «Igt Marche Incrocio Bruni 54» 2016 dei «Viticoltori Fratelli Finocchi». L’Incrocio Bruni è un clone derivante dall’innesto Verdicchio per Sauvignon coltivato da poche aziende nelle Marche. Al naso spiccano note aromatiche. Sensazioni di frutta fresca appena matura e a pasta gialla con sfumature di agrumi. Un cenno tropicale di ananas fresco e mango. Piacevoli sfumature floreali. Al palato spiccata freschezza acida. Un vino equilibrato. Da abbinare a un risotto con i funghi porcini. La Tenuta San Lorenzo vinifica «Umbria Bianco Bio» 2016. Ottenuto da Traminer e Sauvignon blanc. È un vino biologico fuori dai soliti canoni. Un colore giallo paglierino con riflessi oro verdi. Note di frutta matura e tracce di confettura di pesca e albicocca. Sfumature tropicali di ananas, litchi e papaya. Il palato pulito, intenso e persistente. Coinvolgente freschezza acida e leggera sensazione tannica. Velata sapidità. Per un aperitivo con piatti di pescato. Il «Doc Sicilia Nero D’Avola» 2016 delle Tenute Cuffaro ha un frutto palpitante con sfumature speziate. Ricordi di mirtillo, amarena, ciliegia, more, prugne selvatiche, ribes neri con ricami floreali d’iris, rose, peonia e viole. Note fresche di gelsomino e agrumi. Il finale di spezie e tabacco dolce. Sottile ruvidità tannica sul finale. Attraente freschezza acida e sottile sapidità. Un vino da abbinare a piatti di carne pregiata. Il «Carmenere del Piave» 2017 dell’azienda Baccicchetto è un vino coinvolgente. Il naso intenso, persistente e pulito che sprigiona sentori di frutta rossa e nera matura. Note verdi dall’accento appena balsamico con sfumature di spezie e graffite. Al palato è coinvolgente, dinamico, teso, sodo con un frutto goloso. Per un filetto al pepe verde. Il «Sagrantino di Montefalco» 2010 della De Luca ha un colore rubino scuro, profondo. Al naso mirtilli, more, prugne, spezie, note di affumicato e incenso. Si distende dopo qualche minuto e si apre su ricordi funghi, tabacco, sottobosco e graffite. Il palato agile, tannico nello stile tipico del Sagrantino. Intensità e persistenza. Un calice per piatti di carne ovina.

Mirko Morini, delegato Ais di Faenza 
Quest’anno, per accompagnare i pranzi e le cene delle festività, ho scelto sei prodotti romagnoli di altissimo livello. Partirei con una bollicina a base sangiovese vinificato in bianco qual è il «Pertinello Extra Brut Metodo Classico», 20 mesi sui lieviti per un vino davvero intrigante. Poi andrei sulla classica albana secca e con la «Santa Lusa» 2016 di Ancarani non si sbaglia di certo. Poi tre Sangiovese che coniugano potenza, finezza ed eleganza. Il «Vigna del Generale» 2016 di Nicolucci, in una grandissima versione in questo millesimo, il «Modigliana Riserva Probi di Papiano» 2015 di Villa Papiano, che ha un frutto polposo e croccante e il «Marzeno Riserva Podere Cà del Rosso» 2015 di Cà di sopra. Un sangiovese davvero splendido. Per chiudere un albana passito riserva «AR» 2014 di Fattoria Zerbina, un nettare paradisiaco che andrebbe assaggiato almeno una volta nella vita.

Giovanni Solaroli, comunicatore ed esperto Ais 
Anche se siete adulti, e avete smesso di credere alle favole, non perdetevi la magia che un tradizionale Pranzo di Natale può far vivere. Non è necessario sfoggiare etichette prestigiose e costose per bere bene e allestire abbinamenti che non stridano, come l’insana e pessima abitudine di finire il pranzo abbinando il panettone o pandoro con uno spumante secco. Iniziamo con un paio di abbinamenti per un classico antipasto natalizio. Se avete crostini di salmone e burro salato, oppure con patè di fegato o di fegatini, provate il «Metodo Classico Brut 1858» dell’azienda imolese Branchini, a circa 17 euro, oppure un «Pignoletto Colli d’Imola Trideo» della cantina Merlotta sui 13 euro. Sono entrambi classificati Brut e ciò significa che hanno un profilo più morbido e carezzevole di un extra-brut o di brut nature. Con questi due vini potete abbinarci anche i tradizionali cappelletti in brodo, sia realizzati con ripieno di soli formaggi, sia che abbiano anche una percentuale di carne. Per il secondo piatto abbiamo più opzioni: con i bolliti e relative salse, suggeriamo un Lambrusco di Sorbara come la storica etichetta di Cleto Chiarli, «Lambrusco del Fondatore» reperibile a circa 9 euro, mentre per gli arrosti niente di meglio di un Sangiovese di Romagna: il «superiore Girapoggio» della cantina Bissoni di Bertinoro a circa 12 euro mentre, se cercate un rosso con più struttura, provate il riserva di «Sangiovese Le Iadi» dell’azienda faentina Francesconi, al costo di circa 15 euro. Anche sui dessert non mancano di certo le possibilità, partendo con un Albana Spumante come il «Talandina» di Celli, oppure quella di «Balducci Alessandro», entrambe sotto i 10 euro.

Filippo Fabbri, Agenzia PrimaPagina
Per i rossi partirei dal riminese, più precisamente da San Clemente con Enio Ottaviani. Il vino è «Dado», cru di Sangiovese di Romagna ricavato da quattro particelle, su terreni differenti a San Clemente di Rimini. Ogni fazzoletto di terra esprime caratteristiche distinte e complementari tra loro. Passerei poi nel cesenate da Stefano Zavalloni, cantina che da tempo ha scommesso sugli autoctoni. Segnalo il suo «Amedeo Sangiovese Romagna Doc Riserva» 2015, dall’assaggio potente, caldo, deciso con una puntuale corrispondenza gusto olfattiva. Chiudo il tour a Predappio Alta, nella Fattoria Nicolucci con la «Vigna del Generale» Romagna Sangiovese riserva 2015: tannini eleganti, sapore morbido, esempio di territorialità ed eleganza varietale. Il percorso dei bianchi invece parte da Castel Bolognese nella Tenuta Masselina, spartiacque tra le consuetudini produttive emiliane e quelle romagnole. In questo lembo collinare nasce il «Masselina Brut spumante Metodo classico millesimato» 2013, vino con un ingresso avvolgente e un finale su note aggrumate. Sempre a proposito di bollicine interessante la scommessa di Celli a Bertinoro con la sua Albana spumantizzata. Si chiama «Talandina», è uno dei vini migliori per rapporto qualità-prezzo (meno di 10 euro), peccato solo per la limitatezza nel numero di bottiglie. Infine un’altra Albana, nella versione secco, dei Poderi dal Nespoli a Civitella: «Campodora», è un vino molto equilibrato con finale saporito, che ben si sposa con piatti di pesce.

Vitaliano Marchi, sommelier professionista
«Famoso Rubicone Igp Famoso» 2017 - Tenuta Casali - Mercato Saraceno - Vino leggermente aromatico, fresco e fruttato, molto piacevole da bere, particolarmente adatto per accompagnare antipasti e piatti non particolarmente strutturati, come un’insalata di mare. «Neblina Romagna Docg Albana Secco» 2017 - Az. Agr. Giovanna Madonia – Bertinoro - Il principe dei vini romagnoli, proveniente da una delle zone più vocate. Un vino di carattere, elegante, che non rinuncia mai alla gradevolezza di beva. Adatto ad accompagnare un classico passatello in brodo. «Tera Ravenna Bianco Igt» 2017 - Fondo san Giuseppe – Brisighella. Un Trebbiano romagnolo sorprendente, ricco di profumi e di sapore, armonico e persistente. Ideale con piatti a base di carni bianche come un coniglio in porchetta. «Centesimino Ravenna Centesimino Igt» - Az. Agr. Ancarani - Oriolo dei Fichi Faenza - Un vino rosso particolarmente profumato e balsamico, gustoso e diretto, senza fronzoli ma dalla grande bevibilità e piacevolezza. Da accompagnare ad una tagliatella al ragù. «Marta Valpiani Rosso Romagna Sangiovese Superiore Dop» 2016 -Marta Valpiani – Castrocaro - Un Sangiovese di Romagna da manuale e di grande qualità, caratteristico nei profumi, saporito ed appagante all’assaggio. Da accompagnare idealmente a costolette di agnello. «Burson selezione Ravenna Uva Longanesi Igt» 2012 - Az. Agr. Randi - Fusignano Ravenna – Un altro autoctono romagnolo, ricchissimo e speziato al naso, dalla travolgente struttura all’assaggio, ricco di tannini e sostenuto da grande freschezza. Da accompagnare con piatti a base di cacciagione come un cinghiale in agrodolce.
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