Basket B, Rekico Faenza in azione sul mercato: Sgobba confermato, presto i nuovi arrivi

Romagna | 06 Luglio 2019 Sport
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Valerio Roila - Le chiamano «sliding doors». Porte scorrevoli, in italiano. Ovvero scherzi del caso, momenti in cui prendere una direzione piuttosto che un’altra, per un contrattempo o un imprevisto all’apparenza insignificante, fa cambiare percorso, destinazione, vita. Ed a volte le vite coinvolte sono più di una, anche se raramente, come in questa storia, la situazione finale è una «win-win», ovvero una situazione in cui le due parti coinvolte finiscono per guadagnarci. Riavvolgiamo il nastro.

ANTEFATTO UNO
Antefatto uno. Settembre 2018. Giorgio Sgobba, ala, ed il suo giovane compagno di squadra a Scafati, Gabriele Romeo, vengono colti da una violenta forma di gastroenterite. Per favorirne una rapida ripresa, viene loro somministrata una fiala di Plasil e Spasmex, normale prassi farmacologica.
Il loro coach di allora, Marco Calvani, compie la leggerezza di fotografarli durante la flebo, e di postare lo scatto su Facebook. Apriti cielo. Parte subito un’indagine della Procura Nazionale Antidoping, con richieste esorbitanti di squalifica, dai 4 anni per il medico sociale, ai 12 mesi per i giocatori, ai sei per l’allenatore che, mortificato dalla situazione, rassegnerà presto le dimissioni, mentre Sgobba, dopo un buon periodo col nuovo tecnico, Lino Lardo, perde minutaggio e comincia a guardarsi attorno. L’iter processuale, al solito lunghissimo, dopo diversi rinvii, è arrivato alla sentenza solo qualche giorno fa, prosciogliendo tutti gli indagati.

ANTEFATTO DUE
Antefatto due. Febbraio 2019. In una trasmissione di Teleromagna, «Panorama Basket», il coach della Rekico, Massimo Friso, annuncia che un suo giocatore, la guardia Flavio Gay, che pure lui stesso aveva fortemente voluto dopo averlo già avuto alle dipendenze a Barcellona Pozzo di Gotto, era stato posto «in castigo», ovvero fuori rosa, per aver infranto regole fondamentali del gruppo.
Faenza va sul mercato, dove trova l’occasione Sgobba. Il ruolo è diverso, presuppone un mutamento di pelle tattico. Friso rischia, trova le giuste alchimie, e la Rekico, che aveva incontrato un periodo di appannamento dopo la partenza sparata, riparte, chiudendo col miglior risultato di sempre la sua stagione, sulle ali di uno Sgobba da 18 punti e 6 rimbalzi medi, perfettamente inserito nella nuova squadra sin dalla prima azione di gioco. «Win-win», si era detto, e infatti nel frattempo Flavio Gay, «l’esodato», si trasferisce a Pescara, dove dà il suo contributo per l’impronosticabile promozione degli abruzzesi in A/2.

SGOBBA CONFERMATO
Arriviamo così ai giorni nostri: Sgobba ha mercato, e tanto, anche in categoria superiore. La Rekico però, pur in una campagna estiva di «sacrifici», in cui saluta due leader come Venucci e Chiappelli, riesce a rifirmare l’ala toscana addirittura con un biennale. «Non è stata certo una decisione improvvisa - racconta lui -, ma ho voluto attendere l’esito della sentenza per l’annuncio ufficiale. Avevo un forte debito di riconoscenza verso questa società, l’unica che mi ha cercato, fortemente voluto e puntato su di me, in un momento personale molto duro».

NUOVI ARRIVI
Un matrimonio che si allunga, un rifornimento di fiducia ricambiato dall’atleta nei confronti del sodalizio manfredo, che ha annunciato l’ingaggio di Matteo Santucci, guardia/ala del 1998, proveniente da Palestrina, e del play  Michele Rubbini, classe 1999, dall’OraSì Ravenna,  e dovrebbe prendere anche l’ala del 2001 Nicola Calabrese dall’International Imola: «So che il roster sarà molto giovane e per questo trovo saggia la decisione di avere come play titolare un elemento esperto come Bruni, che conosco perfettamente: è un toscano come me, ci troveremo bene assieme. I Raggisolaris stanno ndo il passo secondo la gamba ed è la giusta filosofia, un segnale di maturità del presidente Raggi e dei suoi collaboratori. Troppi club spendono risorse ingenti, poi magari non vengono promossi e si trovano in difficoltà economiche. Certo, mi dispiacerà non ritrovare nello spogliatoio elementi con cui avevo legato, anche perché è fondamentale ad inizio stagione avere una base di partenza comune e non dover spendere tempo per cementare un gruppo, ma ognuno fa le sue scelte e non è sempre possibile riconfermare tutti». Il viaggio riparte dunque, e chissà cos’altro riserva il caso, dopo quelle porte girevoli infilate. Magari un sogno da coltivare: «Già. Vorrei riavere l’occasione di giocare una semifinale play-off. Mi dispiace per com’è andata a finire, specialmente per gara-uno, dove ho patito l’impatto e non ho giocato bene. Avevamo la possibilità di portarla a casa e svoltare la serie, ma avevamo anche Venucci in cattive condizioni fisiche ed è andata così. Ma sono contento dell’ambizione e dei progetti della Rekico e sono sicuro che potremo ancora toglierci tante soddisfazioni assieme».
 
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