Basket A2, il confermato Cardillo ha già le idee chiare: "OraSì, dobbiamo tornare a fare innamorare i nostri tifosi"

Ravenna | 07 Giugno 2019 Sport
Stefano Pece
In casa OraSì non c’è ancora nulla di definito dal momento che una decisione sulla direzione da seguire non è ancora stata presa. Il presidente Vianello ha definito questa situazione un cantiere aperto, ma il tempo comincia a stringere per la scelta del nuovo allenatore.
Intanto Marco Cardillo, l’unico che è sicuro di rimanere in giallorosso, parla della stagione appena finita: «Io non penso che la squadra abbia fatto male - afferma il gladiatore dei bizantini -. Pur con tutti i nostri alti e bassi abbiamo raggiunto l’obiettivo dei playoff. Peccato avere incontrato subito Capo d’Orlando, anche se abbiamo provato a giocarcela. È una squadra fortissima e a dimostrarlo c’è il cammino che ha fatto. Per Treviso non sarà così facile vincere la finale».
Il merito per il raggiungimento di questo traguardo secondo Cardillo è tutto di Mazzon: «È un allenatore di altissimo livello. In palestra lavora in maniera molto meticolosa sul miglioramento personale dei suoi giocatori e la nostra crescita, come la mia personale, è dovuta a lui».
L’unica pecca quindi, ma che a Ravenna ha un peso specifico enorme, è nel rapporto squadra-tifosi che non è mai decollato: «Di questo siamo noi i primi ad essere dispiaciuti - commenta Cardillo -. Forse alcune partite hanno deluso qualche tifoso, ma l’impegno non è mai mancato da parte nostra. L’anno prossimo sarà proprio questo il primo passo da fare, portare il nostro pubblico a innamorarsi di nuovo della squadra».
E probabilmente è anche per questo motivo che la società cercherà altrove qualcuno che possa riaccendere l’entusiasmo. Cavina però sembra più lontano e per Di Paolantonio ci sarebbe da superare lo scoglio del buyout poiché l’allenatore teramano è legato a Imola da altri due anni di contratto.
«Non so come sta evolvendo la situazione perché mi trovo a Brindisi e qui non arrivano molte notizie di Ravenna - spiega ancora Cardillo -. Se andasse via Mazzon ne sarei dispiaciuto perché con lui mi sono trovato bene e lo considero uno dei migliori allenatori che abbia mai avuto. Tuttavia sono in questo mondo da tanto tempo e so che sono cose che possono succedere. Ho fiducia nelle scelte del presidente e del general manager Trovato, faranno senz’altro la cosa giusta».
Con la riduzione delle squadre da 32 a 28 e la promozione della Fortitudo - e magari anche di Treviso - il prossimo campionato perderà qualcosa in termini di fascino? Cardillo non la pensa così: «È ancora molto presto per parlare di che campionato sarà, ma nel nostro girone Est rimarranno tante squadre forti, con alle spalle società storiche che saranno capaci di mantenere il livello altissimo come è stato nell’ultima stagione».
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