Basket A2 donne, il ritorno di Paolo Rossi a Faenza: "Voglio recuperare il tempo perduto: debutto in A2 a 71 anni, ma non cambierò

Faenza | 07 Giugno 2019 Sport
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Luca Del Favero
Come se il tempo si fosse fermato o, ancora meglio, come se si fosse tornati indietro nel tempo. L’ultima settimana ha portato un vero e proprio ribaltone nell’InfinityBio, con Paolo Rossi che è diventato il nuovo allenatore e Simona Ballardini che vestirà soltanto i panni di giocatrice nella prossima stagione. Sì, avete capito bene: a distanza di 11 anni si è riformata la coppia che fece grande il Club Atletico vincendo due Coppe Italia e conquistando altrettante finali scudetto, fino al divorzio tra le parti con qualche strascico polemico che però sembra essere solo un ricordo. È stata infatti la stessa Ballardini a voler Rossi come coach per poter carpirne i segreti, in una stagione in cui metterà in stand by il suo ruolo di allenatrice per dedicarsi, come detto, soltanto al campo. «Sarà come andare all’università», ha affermato SuperSimo e i tifosi già sognano nel pensare che potrà concentrarsi soltanto nel segnare punti e far vincere le partite. E Rossi? È rimasto sorpreso dalla chiamata che lo ha fatto ritornare in pista a 71 anni e a Faenza per la terza volta.
«Quando mi hanno contattato e spiegato la situazione sono rimasto stupito - afferma - e ovviamente felice che Ballardini abbia fatto il mio nome come allenatore, volendomi come suo insegnante. Ho parlato con la dirigenza e abbiamo trovato l’accordo».
Rossi-Ballardini nemici-amici, dunque…
«Se ne è parlato anche troppo di questa storia e poi avevamo tutti e due dieci anni in meno e ora siamo pronti per un’altra avventura. In campo non ci sono mai stati dei problemi ed infatti abbiamo vissuto anni unici».
Quindi lei sarà una sorta di maestro per Simona?
«Sarà in pratica la mia vice: in partita i ruoli sono ben definiti, perché lei giocherà e io allenerò, ma prima degli allenamenti le spiegherò cosa farò fare alla squadra e cercherò di spiegarle ogni situazione tattica. Metterò la mia esperienza a sua disposizione».
Cosa l’ha spinta a rimettersi in gioco a 71 anni?
«Con Faenza c’era una sorta di conto in sospeso, perché con una piazza così importante non potevo lasciarmi con la squadra ritirata a metà campionato come accaduto nel 2013 quando fallì il Club Atletico Romagna: ora posso recuperare il tempo perduto».
Quella esperienza l’ha segnata?
«Tantissimo e infatti da quel giorno non ho più allenato se non per divertimento nelle giovanili dell’Happy Basket Rimini. Un allenatore può accettare di essere esonerato perché fa parte del lavoro, ma non di veder sfumare tutto da un giorno all’altro in quella maniera».
Ora quindi non farà più il nonno a tempo pieno.
«In quegli anni la mia famiglia aveva bisogno di me e con grande piacere ho lasciato da parte la pallacanestro per pensare ai nipoti, ma adesso che sono cresciuti, ritorno nella mischia».
Incredibile ma vero, allenerà per la prima volta in A2.
«È un campionato che non conosco e lo scoprirò settimana dopo settimana. Di sicuro non cambierò il modo di allenare che sarà lo stesso degli anni scorsi».
Come ritrova la pallacanestro femminile a Faenza?
«C’è ancora tanta passione ed entusiasmo: sono venuto un paio di volte a vedere l’InfinityBio e ho trovato molte persone che seguivano la pallacanestro ai miei tempi, segno che l’amore non è mai calato nonostante alcune vicissitudini. Poi Faenza è l’unica delle tre piazze in cui ho allenato e vinto (le altre sono Parma e Cesena, ndr) che non è sparita e sta lavorando per rinascere: sarà un piacere dare il mio contributo».
Passando al mercato, l’InfinityBio ha perfezionato l’acquisto di Elisa Chiabotto, play torinese classe 1997 scuola Moncalieri e reduce da tre anni ad Empoli (l’ultimo in A1). Inoltre, il club faentino ha confermato anche Schwienbacher, Meschi e Franceschelli che si aggiungono a Ballardini, Franceschini, Morsiani e Soglia. Completerà il quadro Caccoli, se riuscirà a far coesistere gli impegni di lavoro con la pallacanestro. Policari a breve deciderà se continuare a Faenza o se provare l’avventura in A1 o all’estero, mentre sul fronte pivot, si cerca la cervese Valentina Fabbri, giocatrice di oltre due metri: un obiettivo difficile, ma non impossibile.
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