Basket A2 donne, il presidente Fermi: "InfinityBio, sorrisi e rimpianti: in estate ripartiamo da Ballardini"

Faenza | 17 Maggio 2019 Sport
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Luca Del Favero
Bene, ma non benissimo. La stagione dell’InfinityBio si può riassumere con il famoso detto popolare: l’annata è stata di sicuro soddisnte come dimostra il quinto posto in campionato, ma non mancano i rimpianti, perché il campo ha dimostrato che le faentine non sono inferiori a Palermo e a Bologna, formazioni che si stanno giocando la promozione in A1, mentre le ragazze di coach Ballardini sono già in vacanza da due settimane. 
«Dovendo dare un voto all’annata direi che è stata più che buona - sottolinea il presidente Mario Fermi -: abbiamo migliorato il settimo posto dello scorso anno, raggiungendo i playoff da quinti e oltre ad aver centrato l’obiettivo stagionale, abbiamo disputato la Final Eight di Coppa Italia dove ci siamo tolti la soddisfazione di battere Villafranca e di essere l’unica formazione del girone Sud ad essersi qualificata alla semifinale».
Però qualche rimpianto resta...…
«Non lo posso negare. Purtroppo abbiamo sempre dovuto fare i conti con gli infortuni, tanto che soltanto contro Villafranca siamo state al completo. Franceschelli, Policari, Morsiani e Preskyenite sono state assenze pesanti durante il campionato e nel finale abbiamo dovuto fare a meno di Meschi e Ballardini. Un vero peccato, perché non siamo mai state inferiori a nessuna squadra e magari al completo avremmo avuto un paio di vittorie in più e una migliore posizione in classifica».
Come si spiega la pesante debacle contro Palermo nel match di andata dei quarti di finale?
«Penso sia stata colpa dell’emozione che ha bloccato le giocatrici sin dalla prima azione. La squadra è stata contratta e non è mai riuscita a reagire, compromettendo la qualificazione in quella gara. Un vero peccato, perché nel ritorno abbiamo giocato a testa alta, sbagliando una tripla fondamentale quando eravamo sopra di sei punti, che magari avrebbe potuto riaprirci le porte della semifinale».
Avete già iniziato a pensare alla prossima stagione?
«È presto per parlarne, perché ci siamo tutti presi una pausa dopo una annata faticosa, ma credo proprio che ripartiremo da Ballardini come allenatrice e giocatrice: sono convinto infatti che non smetterà di giocare soprattutto dopo non essere scesa in campo nell’ultimo mese».
E riguardo alle giocatrici?
«Come ogni anno vorrei confermarle tutte, perché sono legato ad ognuna di loro, ma sono valutazioni che farò con lo staff tecnico. Credo comunque che ripartiremo da questo gruppo. Per prima cosa dovremo però capire quanto budget potremo investire».
Adesso poi Faenza è diventata una piazza ambita.
«È un attestato di stima molto importante nei confronti della nostra società, perché vuole dire che abbiamo lavorato bene in questi anni. Molte giocatrici vorrebbero vestire la nostra maglia, ma non sempre per questioni economiche si possono accontentare».
Veniamo alla dura realtà: il Bubani chiuderà dal 20 maggio al 20 ottobre salvo contrattempi. Dove andrete a giocare?
«Al momento direi a Castel Bolognese, campo in cui giocheremo anche l’eventuale gara 3 delle semifinali di Promozione contro Russi. È un problema serio che riguarda tutte le nostre giovanili e speriamo che si possa trovare la soluzione migliore».
Non avete pensato al PalaCattani?
«È una strada poco percorribile per la questione allenamenti, perché molte nostre giocatrici lavorano e i pochi orari disponibili non verrebbero incontro alle nostre esigenze. La mia speranza è di giocare al PalaBubani dal girone di ritorno in modo da essere nella nostra casa nella fase più importante del campionato».
Come risolverebbe questo problema?
«Avevo proposto all’assessore Zivieri di creare una tensostruttura provvisoria all’esterno della scuola Lanzoni, in modo da ospitare le tante attività sportive che non potranno usare il PalaBubani per un lungo periodo. Mi è stato però detto che non è possibile da realizzare e allora spero che la nascita del nuovo Futbolito possa liberare orari nelle palestre, dato che diventerà la casa della Raggisolaris Academy».
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