Baseball A1, anche Godo siede al tavolo delle regine d’Italia: "Agli avversari consiglio di non sottovalutarci..."

Ravenna | 19 Aprile 2019 Sport
Sandro Camerani
Quattro anni dopo, la piccola grande Godo torna a giocare nella massima serie. L’aveva abbandonata nel 2015, ma non certo per demeriti sportivi, quanto per la maturità ed il realismo societario che hanno sempre caratterizzato la dirigenza ravennate. Intuito che la ristrutturazione, poi fallita (franchigie e simil-professionismo) ma voluta dalla Federazione avrebbe finito per indebitare in modo decisivo la società, il Baseball Godo fece un passo doloroso ma necessario per garantire la sopravvivenza di quella che da anni ormai è la realtà più sorprendente ed ammirevole a livello nazionale di questo sport. Dopo l’auto-retrocessione in A2 (o, se preferite, serie A Nazionale), Godo si è rimessa in sesto e nel settembre scorso, anche a sorpresa per quelle che erano le prospettive di inizio stagione, ha conquistato la promozione nella massima serie.
La nuova avventura del team, come sempre ampiamente farcito di giovani provenienti dal floridissimo vivaio dei Goti e dal settore giovanile, inizia venerdì 19 a Parma, e l’entusiasmo del presidente Carlo Naldoni è comprensibilmente notevole: «Venerdì sera allo Stadio Quadrifoglio di Parma - spiega il presidente - la nostra squadra comincerà la seconda avventura nel campionato di serie A1 che, oltretutto, ci auguriamo sia all’ultima edizione nella poco stimolante e competitiva formula attuale, ma di questo avremo modo di discutere con la Federazione nei prossimi mesi. Posso immaginare l’emozione dei ragazzi che per la prima volta si affacceranno alla massima serie, emozione peraltro già mostrata sabato e domenica scorsa al torneo organizzato dalla Unipol Bologna e che non ci ha certo visto brillare né contro il San Marino, né contro il Redipuglia, due delle squadre che ci troveremo di fronte in questa stagione. Peraltro la promozione in serie A1 era stata meritatamente guadagnata con un brillante campionato di serie A2, terminato in modo trionfale. Per questo motivo, per rispetto a questo risultato, cercheremo di onorare al meglio la nostra presenza con la massima determinazione e ovviamente il massimo impegno». Assieme ad entusiasmo e professionalità, però, serviranno anche sostegni economici: «Certamente - conferma Naldoni - perchè le difficoltà che hanno caratterizzato la società in questi ultimi anni, in particolare dal punto di vista economico, non sono ancora arrivate a conclusione, e l’anticipazione della promozione rispetto ai programmi fatti non ci hanno consentito di poterci potenziare e migliorare come avremmo voluto. Rimangono alcune situazioni da sistemare, il box di battuta e la linea degli esterni in particolare, ma crediamo che lo staff tecnico, giovane ma qualificato e motivato, sotto la guida di Marco Bortolotti, l’esperienza incommensurabile di Bill Holmberg ed i nuovi acquisti, a cominciare dal forte lanciatore cubano Hernandez, dal catcher italo-americano Reda, dai gemelli Di Raffaele, Ciarla e Monari, assieme ai nostri veterani che la A1 la conoscono bene, in primis il capitano Mattia Bucchi e Matteo Galeotti, prenderanno la squadra per mano e aiuteranno a tirar fuori le qualità di tutta la squadra». 
A proposito del ruolo che il Baseball Godo potrà rivestire nel torneo di A1, Naldoni dice: «Probabilmente siamo meno competitivi rispetto a quanto avremmo desiderato - chiude il presidente - ma siamo certi che i nostri giocatori venderanno cara la pelle con l’impegno e la determinazione che li ha sempre caratterizzati. Sarà comunque una importantissima esperienza per consentire a tutti di misurarsi con le massime espressioni del baseball che si gioca nel nostro paese. Il rischio di timori reverenziali, se c’è, verso i tanti campioni che dovremo incontrare nelle squadre con cui dovremo confrontarci, va certamente esorcizzato, superato, annullato anche perché diversi di loro sono già stati incontrati nel campionato di anno scorso in A2, ma siamo certi che prevarrà quella certa spavalderia che caratterizza i giovani e l’orgoglio di squadra e questo potrebbe anche portare a sorprese. Quindi, il mio consiglio alle altre squadre è quello di non sottovalutarci».
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