Azzardo a Ravenna, utenti in crescita: «Siamo ingolfati»

Romagna | 03 Febbraio 2019 Cronaca

Sono 67, al momento, gli utenti giocatori d'azzardo seguiti dal Ser.t di Ravenna. Un numero aumentato in modo esponenziale negli ultimi tempi, se si pensa che all'inizio del 2018 erano venti in meno. E la preoccupazione dello psicologo Vittorio Foschini, coordinatore del servizio, si tocca con mano: «Siamo ingolfati già nella fase dell'accoglienza, quando dobbiamo eseguire i test, raccogliere i dati, stabilizzare i sintomi per poi arrivare al contratto terapeutico. Intorno a un singolo paziente c'è un lavoro enorme e non solo clinico. Non va dimenticata, infatti, la costruzione di una rete che comprende amministrazione di sostegno e consulenza legale, laddove c'è un debito ingente da ristrutturare. Si sono persone che si ritrovano senza luce, senza gas, senza i soldi per i figli». Ovviamente il Ser.t non riesce a intercettare tutti i giocatori patologici che sono sul territorio: «La vergogna e lo stigma, anche nell'accedere a servizi dedicati come il nostro, sono ancora molto forti. Secondo le ultime indagini Ispad aggiornate al 2018, si stima che su Ravenna i giocatori siano 850. Noi e l'associazione Giocatori Anonimi abbiamo intercettato il 15-20%, contro una media nazionale del 5%. Numeri che ci dimostrano che stiamo ndo un buon lavoro, anche se servirebbero rinforzi in termini di personale. Ci è stato mandato un solo educatore in più in questi anni di forte crescita dell'utenza».

«SOVRAESPOSIZIONE ALLE MACCHINETTE»

A rendere necessaria un'offerta ancora più incisiva in termini di servizi, secondo Foschini, sono anche le «caratteristiche» del territorio: «A Ravenna c'è una sovraesposizione a sale e il Tavolo del gioco d'azzardo è stato convocato tre volte in tre anni, con una conseguente perdita di sinergie e legami importanti. In un comune che nel 2017 ha fatto registrare una perdita di 125 milioni di euro a causa del gioco, credo siano necessarie azioni ancora più forti. Purtroppo l'azzardo torna a fare parlare di sé solo davanti ai fatti di cronaca, come i suicidi». Quanto alle caratteristiche dell'utenza, si tratta per lo più di persone intorno ai 45-50 anni: «Il 65% di loro si ammalano senza che vi siano vulnerabilità pre-esistenti. Pensieri e tentativi di suicidio riguardano praticamente tutti, anche se fortunatamente, tra le persone in carico da noi dal 2011, non ci sono stati casi. Quel che va sottolineato è che la spirale del gioco è graduale e riguarda persone “normali”. Quando si presentano da noi spontaneamente, è quasi sempre perché sono state scoperte dai familiari o hanno accettato di essere state scoperte».

MORIGI: «AVVERTITE LE SALE»

Negli ultimi mesi, intanto, sono state mandate a tutte le oltre 40 sale Vlt (videolottery) individuate sul territorio comunale a 500 metri dai luoghi considerati sensibili le lettere del Comune in cui si invita alla delocalizzazione o alla chiusura. Un'attività in città, in via San Gaetanino, ha giù chiuso. Per le altre, ci sono sei mesi di tempo per decidere il da farsi. In caso contrario, verrà disposto lo stop all'esercizio. Il tema torna sensibile a pochi giorni dalla presa di posizione della Regione Emilia-Romagna, che ha ribadito la propria ferrea posizione nella lotta al gioco d'azzardo. Posizione che l'assessore comunale ai Servizi sociali Valentina Morigi condivide in pieno, a diversi mesi dall'elaborazione della mappatura dei posti dai quali sale slot e sale scommesse devono stare alla larga. Non solo, come indica la Regione, scuole, ospedali, impianti sportivi e luoghi di culto ma anche, come ha aggiunto Palazzo Merlato, teatri, biblioteche, cinema e monumenti Unesco. Per il contrasto all'azzardo patologico, sono in cantiere altri progetti: «Prima di tutto sono arrivati da Bologna 112mila euro per finanziare progetti culturali e sociali che servano a contrastare il gioco, a prevenirlo e a fare sensibilizzazione. Risorse alle quali abbiamo aggiunto 15mila euro come Politiche giovanili e che si andranno a integrare ad altri fondi, sempre provenienti sempre dalla Regione, per potenziare i Ser.t». A Ravenna sono poi previste altre due novità: «Abbiamo previsto un percorso di formazione per gli operatori socio-sanitari affinché siano in grado di riconoscere quando sono davanti a una vittima del gioco e possano quindi mettere in atto tutti gli interventi necessari. Prima dell'estate contiamo anche di aprire uno sportello di consulenza contro l'usura e l'indebitamento, azione che agirà dunque non sul piano preventivo ma su quello successivo. Ci sono famiglie letteralmente rovinate”.

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