«Beaches Brew» con Courtney Barnett, The Ex e Big Thief a Marina di Ravenna

Romagna | 02 Giugno 2019 Cultura
Federico Savini
Quando si pensa alla musica «da tutto il mondo», l’etichetta che viene spontaneo utilizzare è quella di «world-music» o etno-folk, musica che affonda nelle tradizioni dei popoli, con radici piantate in epoche in cui il concetto stesso di musica «commerciale», radiofonica o giovanile nemmeno esisteva. L’avvento della musica rock, a metà degli anni ’50, è la cesura che da lì in avanti segna il predominio dei suoni «globalizzati», coi modelli anglosassoni a dettar legge (e il folk che riemerge come «folk revival», appunto, aprendosi a inedite esplorazioni «world»). Premessa necessaria per sottolineare quanto l’edizione 2019 di Beaches Brew, in programma a Marina di Ravenna dal 3 al 6 giugno, intercetti con grande intelligenza lo status quo delle musiche di oggi, come già fatto l’anno scorso, quando sui palchi dell’Harbor Stage e dell’Hana-bi (da cui tutto prende vita) si esibirono musicisti da tutto il mondo, figli di una cultura globalista eppure affacciati - grazie a internet – su ogni angolo dei cinque continenti.
In pratica il festival estivo dell’Hana-bi, quello che riempie i campeggi del litorale ravennate di turisti stranieri ndo dell’inglese la lingua ufficiale di Marina per una settimana, racconta con precisione come la musica giovanile di oggi abbia perduto la predominanza dello stile rock anglocentrico per evolvere in mille direzioni diverse, contaminando le culture e le provenienze, l’elettronica e il folk, l'attivismo politico e l'idea condivisa del divertimento.
Filosofia a parte, Beaches Brew parte lunedì 3 sul molo di Marina, dalle 18 con l’Harbor stage che sarà occupato dal folk-rock tunisino di Umut Adan, dal rock’n’roll vintage dell’eroe underground americano Ian Svenonious col progetto Escape-Ism e dai contaminatissimi Kel Assouff, formati da un batterista jazz belga, un producer elettronico tunisino e un cantautore nigeriano. Abbastanza attuali?
Martedì 4 ci si trasferisce sulla spiaggia dell’Hana-bi con l’internazionalissimo avant-folk dell’italiana Any Other, i canadesi Crack Cloud, gli esplosivi australiani Tropical Fuck Storm, il cantautore americano Ron Gallo e la formidabile eroina indie-rock australiana Courtney Barnett. Mercoledì 5 gli italiani Sunday Morning lasceranno spazio ai lanciatissimi americani Big Thief con il loro originalissimo folk-rock dalle tinte oscure e poi alla performer Bbymutha, al produttore dominicano Kelman Duran e ai travolgenti sudafricani Bcuc.
Anche più eclettico il cartellone di giovedì 6, con il clarinettista macedone Cüneyt Sepetçi, l’america latina immaginata dai romagnoli Cucoma Combo, l’anarco-punk dei veterani olandesi The Ex e una carrellata di dj da tutto il mondo, tra cui Rp Boom, uno dei padri del footwork, linguaggio della dance d’avanguardia di questo decennio. Se vi bastano come spunti, in quattro giorni a Marina di Ravenna c’è da esplorare il suono di mezzo mondo.

 
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