Sicurezza, le Agenzie dei vigilantes: "Nessun'arma da difesa all'interno degli Iper, solo deterrenza"

Ravenna | 23 Ottobre 2015 Cronaca
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«Mai vista una roba simile». Le molotov all’interno di un centro commerciale, per di più in orario di apertura, non le aveva viste, e forse nemmeno immaginate, nemmeno chi si occupa quotidianamente della sicurezza nelle gallerie commerciali della città. Sono tre i principali istituti di vigilanza privati che operano a Ravenna: Coopservice (che opera proprio all’Esp), Colas e Civis Augustus. E concordano nel considerare il colpo alla gioielleria Gold Gallery di venerdì 16 ottobre un fatto «senza precedenti», sia per la velocità d’intervento del commando (circa 40 secondi) che per gli strumenti messi in campo (bottiglie incendiarie per creare un diversivo). Questo non toglie che non possa succedere ancora. E proprio per questo si pone il problema della prevenzione. Dal canto suo CoopService, l’agenzia di vigilanza con sede a Reggio Emilia responsabile della sicurezza all’Esp e non solo (su Ravenna ha 70 uomini) chiarisce: «Le modalità utilizzate per compiere questo atto criminoso hanno aperto un’importante riflessione al nostro interno – spiega Fiorentino Salvatore, il responsabile della Linea Sicurezza e Vigilanza -. Intendiamo proseguire con ancora più determinazione nella nostra costante attività di addestramento e di formazione continua». Il presidente del cda di Igd Gilberto Coffari, che gestisce l’Esp, dal canto suo non ha nulla da rimproverare alla sua società di vigilanza: «Si è trattato con tutta probabilità di una banda che si muove sul territorio nazionale e colpisce i grandi centri commerciali – spiega -. Era chiaramente tutto organizzato nei minimi dettagli». Quindi difficile da prevedere. Questo non significa che però non ci si possa fare nulla: il comitato per l’Ordine e la Sicurezza ha suggerito di potenziare il sistema di videosorveglianza, soprattutto esterna, e aumentare la vigilanza lungo il perimetro esterno dell’Iper, possibilmente anche con l’utilizzo di guardie giurate. Per scelta, finora, Idg non aveva mai voluto armi all’interno della galleria commerciale, una scelta che Coffari conferma: «Non siamo negli Stati Uniti, non vogliamo militarizzare il nostro centro commerciale, nemmeno dopo quello che è successo. La preoccupazione è giusta: rafforzeremo la videosorveglianza e abbiamo già provveduto a potenziare i controlli all’esterno dell’Esp. Detto questo, per noi la sicurezza dei clienti viene prima di tutto e non tolleriamo armi te dentro il nostro centro». Non tutti la pensano allo stesso modo. La Colas si occupa della sicurezza di quasi tutti i supermercati Conad della città, con un centinaio di agenti in servizio: «L’uso delle armi per la vigilanza privata ha come unico scopo la difesa personale, non si tratta di un’arma di servizio – spiega il presidente Andrea Avellone -, a noi è capitato di usarla in rarissimi casi. Ma ha un’importante funzione di deterrenza. La prevenzione e il controllo delle strutture di vendita si possono fare certamente con la videosorveglianza (costantemente collegata alla nostra centrale operativa), ma soprattutto con la presenza fisica delle guardie armate, certamente più onerosa, che però rappresenta il massimo di protezione possibile». Anche per Avellone, la rapina di venerdì 16 ottobre è un fatto del tutto eccezionale e soprattutto piuttosto isolato: «Non abbiamo riscontrato aumenti nel numero di furti nei supermercati che vigiliamo, e nemmeno un’escalation di metodi più violenti». Mentre nella vicina fiera di Cesena, non più tardi dello scorso week-end, a margine di della manifestazione ‘C’era una volta Antiquariato’, un vigilantes ha dovuto usare la sua pistola, fortunatamente senza nessuna conseguenza fisica. «Furti ne vediamo tutte le sere – racconta Andrea Ruocchio, ispettore di Civis Augustus, che su Ravenna impiega 35 persone nella vigilanza del Mir, Podium e della coop di via Faentina -, ma soprattutto in abitazioni o negozi. I nostri clienti ci chiedono di fare prevenzione con il controllo delle telecamere di videosorveglianza e con tre o quattro passaggi di pattuglie armate nel corso della notte. Facciamo essenzialmente da deterrente». (Daniela Verlicchi)
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