Mercatone Uno, speranza Genera. Negozi romagnoli confermati. Entro il 30 aprile la proposta d’acquisto al Mise

L’acquirente atteso dal Mercatone si chiama Genera spa, gruppo italiano, che entro il 30 aprile prossimo dovrebbe presentare un’offerta fra i 150 e i 200 milioni di euro per acquisire l’azienda storica della famiglia Cenni di Imola, gli immobili e il marchio «E’ Oro» e mettere al sicuro così la grande parte dei posti di lavoro, circa 2.500 fra i 42 punti vendita che rimarrebbero a Genera. Il centro direzionale sarà mantenuto a Imola, i punti vendita romagnoli, in particolare quelli di Imola, Russi e Forlimpopoli, non saranno chiusi o ceduti ad altri gruppi. A livello occupazionale in Romagna non ci dovrebbero essere particolari perdite, anche perché alcuni di questi centri erano già stati rinnovati dalla gestione Cenni. 37 punti vendita invece saranno dismessi o più opportunamente venduti ad altri marchi, salvaguardando così altra occupazione.
GENERA POST COMMISSARIAMENTO
Ma chi è Genera? La mission, come viene sottolineato nel sito internet, è quella di «trovare soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate per la sostenibilità energetica del paese, grazie al connubio tra tecnica, esperienza e creatività». La vision è «porsi come facilitatori di un processo che integri solidamente sviluppo sociale e sostenibilità ambientale». Tradotto in parole povere, Genera fa molta attenzione al settore immobiliare e porterebbe con sé un gruppo di finanziatori (fondi esteri soprattutto) di primo piano.
Se questa operazione andrà in porto, alla famiglia Cenni rimarrà solo il punto vendita di Toscanella, il Mercatone Germanvox, da dove era cominciato tutto quasi 80 anni fa. La crisi del gruppo era stata conclamata a gennaio 2015 quando l’azienda, che con il suo giallo canarino vestiva Marco Pantani, ha chiesto al tribunale di Bologna l’ammissione al concordato preventivo. Ad inizio aprile il Gruppo Mercatone Uno è stato ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria. E’ quanto si era letto nella nota del ministero dello Sviluppo economico, che ha anche nominato i tre commissari straordinari: Vincenzo Tassinari, Ermanno Sgaravato e Stefano Coen.
SERVADEI, «IL TRAGHETTATORE»
Dall’aprile 2014, al posto dello storico Romano Cenni, era stato chiamato il commercialista bolognese Alessandro Servadei a presiedere il consiglio di amministrazione. A oggi il gruppo possiede 79 punti vendita a nome Mercatone Uno, uno a nome Mercatone Germanvox e nove a insegna «È Oro». «Auspico una soluzione positiva della trattativa - sottolinea proprio l’ex presidente Servidei, che ha traghettato in questa fase molto difficile il gruppo verso una soluzione positiva -. Aspettiamo il 30 aprile per capire come si risolverà la situazione, dal mio punto di vista abbiamo fatto un lavoro preparatorio interessante, abbiamo vagliato oltre 20 soggetti per capire quale potesse essere quello migliore per rilanciare il gruppo in un mercato che molto rapidamente sta cambiando. Oggi tocca ai commissari del governo valutare le proposte che arriveranno entro fine mese».
REGIONE E ANCI IN CAMPO
«C’è massima attenzione, da parte della Regione e delle istituzioni locali, sul futuro del Mercatone Uno. La tensione è grande, ne siamo perfettamente consapevoli. Ma noi non lasceremo soli i lavoratori - sottolinea l’assessore regionale Palma Costi -. Ci auguriamo che a fine aprile si faccia chiarezza e ci siano elementi risolutivi per la trattativa. Dopodiché, riconvocheremo subito il tavolo regionale: buona parte del gruppo è in Emilia-Romagna: parliamo di quasi mille occupati diretti, più i lavoratori delle aziende dell’indotto». Come presidente di Anci Emilia-Romagna «non mancherò - sottolinea invece Daniele Manca, sindaco di Imola - di coinvolgere tutti gli altri Comuni, che sono sede di punti vendita del Gruppo, sullo stato della trattativa». Mercatone Uno «ha forti legami con il nostro territorio - concludono Costi e Manca -: faremo tutto il possibile per salvaguardare l’occupazione e la presenza dell’azienda».
Manuel Poletti
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