Finanza, presentato il bilancio 2014. Scovati 61 evasori totali

Il 14 aprile i diversi comandi provinciali della Finanza hanno presentato il bilancio dell'attività svolta nel 2014. Nell’ambito del contrasto alle frodi e all’economia sommersa, obiettivo prioritario del Corpo, sono state svolte 58 indagini di polizia giudiziaria su delega della magistratura (di cui 7 con risvolti di fiscalità internazionale) e n. 349 interventi ispettivi di cui 172 verifiche fiscali (interventi ispettivi approfonditi) e 177 controlli (accertamenti su singole operazioni o singoli atti di gestione). Gli interventi sono rivolti verso i fenomeni evasivi più pericolosi e nei confronti di soggetti che presentano i più elevati profili di rischio evasione, selezionati mediante analisi di rischio incrociando le informazioni delle banche dati, attività di intelligence e l’azione di controllo economico del territorio. 156 sono stati i reati fiscali accertati e 322 gli evasori denunciati. Ai fini di un effettivo recupero delle somme indebitamente sottratte all’Erario, sono state avanzate alla Autorità Giudiziaria proposte di sequestro per equivalente per 26 milioni di euro e proceduto a sequestri per oltre 1,7 milioni di euro. Due sono state le frodi all’IVA smascherate e 3 i casi di fiscalità internazionale (fittizia collocazione della residenza fiscale all’estero); sono stati scoperti 61 evasori totali e 34 paratotali. I controlli strumentali e su strada sono stati complessivamente 4.800 registrando, sui primi, il 25% di irregolarità. Nella lotta al lavoro sommerso, dagli interventi in provincia sono stati rilevati 154 lavoratori “in nero” e 152 lavoratori irregolarmente impiegati, 38 sono stati i datori di lavoro che hanno utilizzato manodopera “in nero” o irregolare. L’intera attività di contrasto all’evasione ed all’economia sommersa è finalizzata non solo al recupero delle risorse sottratte ai bilanci pubblici ma anche ad arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che rispettano la legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse dalla concorrenza sleale di chi opera nell’illegalità.