Elezioni, si vota il 31 maggio. Malpezzi tenta il bis: "Lavoro, sicurezza e salute le priorità"

«Lavoro, sicurezza, salute. Queste saranno le tre priorità su cui concentrerò la mia campagna elettorale. Gli avversari? Li rispetto tutti, nessuno mi pare imbattibile».
Giovanni Malpezzi punta al bis e lo dovrà cercare con un piglio più deciso visto che l’effetto novità di 5 anni fa non c’è più.
E’ stata una legislatura con molte luci e qualche ombra: dalla diminuzione del debito comunale alla risoluzione del «caso Omsa», con 430 lavoratori rioccupati, dalla videosorveglianza rafforzata all’Asp unificata, senza dimenticare il nuovo piano sosta e il Rue (abbondantemente emendato rispetto alla prima stesura) approvato pochi giorni fa. Ma sullo sfondo di questi cinque anni con Faenza targata giunta Malpezzi ci sono anche grandi progetti incompleti: il primo è il nuovo scalo merci, il secondo il centro «Le Perle» lungo l’A14, il terzo lo spostamento della stazione delle corriere. Il sindaco uscente Malpezzi in questa intervista a tutto campo su bilanci sulle cose fatte e prospettive future in vista delle elezioni del 31 maggio.
Sindaco, qual è stata la soddisfazione più grande del primo mandato?
«L’unificazione delle due Asp, con un percorso che non era affatto scontato; il recupero dei 42 alloggi popolari di via Fornarina, ma soprattutto la soluzione trovata per il ‘caso Omsa’, con l’arrivo a Faenza dell’Atl Group che occupa oggi ben 430 lavoratori e lavoratrici. In questo passaggio il ruolo dell’amministrazione è stato centrale».
E la delusione?
«Certamente il cantiere ancora aperto per il nuovo scalo merci, è il cruccio più grande che mi rimane del primo mandato. Fs non ha ancora fatto la sua parte fino in fondo e le difficoltà della Ctf hanno rallentato il resto del percorso. Spero che in futuro si possa sbloccare la situazione in tempi rapidi, tutta la città ne beneficerebbe in termini di minor traffico pesante nei viali cittadini e di disponibilità di parcheggi per la Stazione. Insieme a questo progetto rimane aperta la questione della stazione delle corriere, anche questa da risolvere a breve».
Errori? Rifarebbe votare quell’odg sulla famiglia naturale?
«Politicamente quel passaggio è stato lacerante. Personalmente però confermo quanto sostenuto in quei giorni, non cambio certo idea».
Cosa invece non dimenticherà?
«L’incontro nel gennaio 2012 al casello A14 di Cesena con i dirigenti di Atl Group per la trattiva sul loro subentro nell’ex stabilimento di Omsa. Fu un passaggio decisivo».
Le 3 parole d’ordine della sua campagna elettorale?
«Lavoro, sicurezza e salute. Sono i tre temi principali per il futuro della nostra città, li manterrò al centro della mia campagna elettorale. Il lavoro è il tema principale, usciamo da una crisi pesante che ha toccato anche il nostro territorio; dobbiamo ripartire ed offrire nuove opportunità. Secondo il tema della sicurezza a Faenza è molto sentito. In questi anni abbiamo fatto passi in avanti con la videosorveglianza, ma non è ancora sufficiente. Dovremo dare spessore alla delibera quadro approvata un anno fa dal Consiglio, per realizzare una sicurezza a 360°. Infine la sanità con l’Ausl unica ed un’integrazione socio-sanitaria che deve crescere anche nelle nostre strutture».
Chi teme di più dei suoi avversari? Perché?
«Gli avversari vanno rispettati tutti e vanno tenuti in considerazione per il programma che presenteranno e per chi rappresenteranno. Non ne temo uno in particolare in questo momento».
Anche lei avverte il rischio del ballottaggio?
«In astratto, la sommatoria dei voti dei possibili otto avversari può portare ad un secondo turno. Non prenderò sotto gamba la campagna elettorale, questo è certo, saranno due mesi molto intensi».
«Faenza 2020» come se la immagina? Quali sono le priorità per il futuro?
«Serve uno sviluppo territoriale che guardi ad un sistema produttivo che abbia ambiti idonei per far crescere l’economia locale. In questa campagna elettorale cercherò di coinvolgere il maggior numero di cittadini ed addetti ai lavori per realizzare una progettazione partecipata dal basso, che disegni un futuro sostenibile della nostra città».
Cisa, Tampieri, Atl Group, Bucci. Come stanno le grandi aziende private della città (che comunicano sempre molto poco)?
«Il nostro tessuto imprenditoriale sta rispondendo alla crisi, nonostante le criticità che si sono palesate anche in Romagna. Quelle da lei citate sono realtà aziendali che continuano ad investire sulla ricerca e sull’innovazione di prodotto e di processo produttivo; questo fa ben sperare per il futuro». (Manuel Poletti)