Eraldo Baldini alle prese con 77 racconti surreali «Fra l’Adriatico e il West»

Ravenna | 08 Aprile 2015 Cultura
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Federico Savini
«Con l’età in genere ci si prende meno sul serio. Poi certo, c’è anche chi si intristisce, ma io penso che prendere le cose con disincanto sia uno dei regali migliori che proprio l’età può farci. E ne approfitto». Chi l’ha visto dal vivo sa quanto sa essere divertente, ma a giudicare da quella che è la sua produzione noir «normale» - per non parlare dei trattati di ordine antropologico -, possiamo ben dire che un libro di racconti «comici, brillanti e surreali» da Eraldo Baldini francamente non ce l’aspettavamo. Eppure i 77 racconti di Fra l’Adriatico e il West, gucciniano titolo dell’imminente libro di Baldini, in uscita per Fernandel l’8 aprile, stupiranno fino a un certo punto i seguaci dello scrittore di San Pancrazio su facebook e su internet in genere, dove Baldini è seguitissimo. Anche, e forse soprattutto, perché i suoi interventi sono davvero «comici, brillanti e surreali» a rivelano un autore anche più sfaccettato di quanto già non si sapesse attraverso la sua produzione romanzesca.  «Qualcosa di questo stile penso fosse già emerso in alcuni racconti di Bambini, ragni e altri predatori e nella prima parte de L’uomo nero e la bicicletta blu – dice Baldini -. È una cosa che m’appartiene, sono naturalmente portato all’ironia e al sarcasmo, anche a un leggero cinismo. Chi mi conosce sa che lo uso nella vita quotidiana, ma nella scrittura questi sono stati i primi esempi».
Ormai lo sa anche chi segue Eraldo Baldini su facebook…
«Sì, direi di sì, e in effetti questo libro è davvero figlio della rete. Proprio attraverso i commenti, molto romanzati, ai fatti del giorno che facevo su facebook sono stato contattato dai responsabili della community letteraria Lopcom, che mi hanno commissionato tre racconti brevi a settimana. Una scrittura quotidiana, in pratica, per la quale mi ispiravo all’attualità, alla tv, ai film che vedevo e così via. L’idea era quella del racconto da bar, anche perché letteralmente li scrivevo prendendo il caffè».
E il libro com’è arrivato?
«Me l’hanno chiesto tanto lettori, in effetti ormai quella dei social network è un tipo di comunicazione “letteraria” fra molte virgolette ma può avere una collocazione. Così ho chiamato Giorgio Pozzi di Fernandel e abbiamo deciso di pubblicare 77 racconti, riveduti e corretti».
Il numero 77 ha un significato?
«Sì, richiama la Route 77, strada americana meno nota della Route 66 ma in realtà non meno mitica, nel senso che collega il Texas allo Iowa e in pratica percorre luoghi topici del West, del cinema, del sogno americano».


prosegue su setteserequi, in edicola dal 3 aprile

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