MASSA LOMBARDA | Il Riot Fest parte giovedì 11 e aspetta Finardi

«Il Riot Fest ormai è due festival in uno. E' il riot pronunciato "raiot", in inglese, quello die giovani, dei cento volontari e della musica rock. Ma è anche il "riòt", come lo pronunciano gli anziani di Massa Lombarda, che si sono affezionati a questa festa e la sentono loro, a dimostrazione che l'idea di offrire musica di qualità in un contesto assolutamente popolare e tutt'altro che snob poteva funzionare». Dice bene Davide Pietrantoni, assessore alla Cultura di Massa Lombarda che sintetizza efficacemente lo spirito del Riot Fest, la manifestazione costruita «dal basso», in collaborazione paritaria tra il Comune e i volontari del centro giovani Jyl, pronta a spegnere la sua decima candelina a partire da giovedì 11 luglio, per riscaldare a suon di musica rock e associazioni (più e meno giovanili) le serate della Bassa Romagna anche venerdì 12 e sabato 13.
Per le tre serate a Massa Lombarda saranno allestiti cinque palchi in contemporanea lungo via Vittorio Veneto, e inoltre ci saranno banchetti di associazioni, un mercatino vintage, i birrifici Cajun e Valsenio, «a chilometro zero» e il salotto dell'atelier San Vitale 41.
Sul palco principale c'è grande attesa per il concerto di venerdì 12 di Eugenio Finardi, che porterà a Massa il «Nuovo Umaesimo Tour» («L'artista migliore con cui festeggiare 10 anni di Riot», sottolinea Pietrantoni), mentre sabato 13 Strade Blu tornerà a Massa portando sul palco il cantautore newyorkese Garland Jeffreys, con le sue contaminazioni tra rock eworld-music. Giovedì 11 il Riot Fest aprirà invece con i professionisti emiliano-romagnoli del progetto Musica Libera, un largo ensemble di veterani guidato dal cantautore Germano Bonaveri (tra gli altri ci sono anche Lele Veronesi e Maurizio Biancani) che sul palco suonerà canzoni di Gaber, De Andrè, Guccini, Fossati, Boris Vian, Bruce Springsteen, i Traffic, James Taylor e altri ancora. E lo farà a costo zero. In questo sta la particolarità e anche la provocazione di un progetto affidato a professionisti che però hanno una grande consapevolezza della crisi, quindi scelgono di non rinunciare ai concerti di qualità, proponendosi gratuitamente al pubblico che deciderà se fare un'offerta al gruppo per ripagare la serata.
Gli altri palchi saranno quelli di Radio Sonora e Solarock (giovedì 11 suoneranno Black Out e malascena), dell'associazione castellana Portofranko (con i Wave Percussion), il Riot pub dei birrifici casolani (con il concerto folk de Il faggio e la quercia) e infine il palco In Acustico, allestito dai commercianti della città, che si aprirà giovedì 11 con Hernandez & Sanpedro, vincitori del premio Radio Sonora che la sera dopo apriranno per Finardi.
«La scelta di spostare il Riot Fest in centro, alcuni anni fa, si è rivelata vincente - ricorda il sindaco Linda Errani - e ha calato ancora di più nella città il festival che nacque quando mi occupavo dell'assessorato alla Cultura e Davide Pietrantoni era attivo al Jyl». Negli anni la rappresentanza dei volontari del Riot, una trentina non formalmente costituiti (ma il totale di chi lavora al festival a vario titolo raggiunge il centinaio di persone), si è completamente rinnovata, segno di buona salute. «Aumentano le collaborazione con realtà esterne, quest'anno è la prima volta di Solarock - commerta Alice Zeffiri del Jyl -. Il Riot ci manca talmente tanto durante l'inverno che abbiamo organizzato una serata "Aspettando il Riot" con i gruppi dell'anno scorso. Ci piacerebbe, in futuro, aspettare il festival con diverse serate durante l'annoIngresso gratuito, info 0545/985890.