TURISMO | La tassa di soggiorno a Ravenna spinge i lidi sud verso Cervia

Ravenna non prende il volo. La carta vincente sono i bassi costi delle sue strutture, per questo la tassa di soggiorno può essere un elemento di disturbo, far lievitare le tariffe e dirottare i clienti verso i lidi di altri comuni della riviera romagnola. E' questa la sintesi che Trivago, portale internet che confronta le offerte migliori fra i diversi tour operator online, ha fatto di Ravenna in una burrascosa anteprima del check-up del turismo insieme alle associazioni di categoria Asshotel Confesercenti e Federalberghi Confcommercio.
Anceh per questo le organizzazioni tornano anche sulla
raccolta firme - già partita - sul tema della secessione di alcuni lidi
dal Comune di Ravenna ed il loro passaggio a Cervia. «Non è possibile
ragionare con chi non vuole neppure prendere in considerazione l'ipotesi
di esentare dalla tassa di soggiorno le prenotazioni avvenute prima
della sua applicazione».
Trivago in primis boccia la nuova tassa di soggiorno così come concepita
dall'amministrazione comunale: «Ravenna è una meta privilegiata
rispetto al resto della costa adriatica grazie ai bassi prezzi,
situazione che una tassa, non simbolica cambierebbe totalmente, pessimo
segnale vista la bassa posizione nella classifica di reputazione tra le
città candidate a capitale europea della cultura».
Nell'illustrazione
del portale www.trivago.it, Giulia Eremita, country manager di Trivago
Italia, sono emersi i punti di forza e le debolezze del nostro sistema
alberghiero.
Trivago, fondato nel 2005 in Germania, impiega 300
addetti, attualmente attivo in 33 paesi, è il motore di ricerca hotel
che compara offerte alberghiere da più di 100 agenzie di prenotazione
online, ed in particolare le Ota (online travel agencies), per oltre
600mila hotel in tutto il mondo. Ogni mese 18 milioni di visitatori
utilizzano Trivago per risparmiare, in media, il 35% sulla loro
prenotazione, avendo a disposizione oltre 34 milioni di recensioni
integrate e 14 milioni di foto. Sul sito gli albergatori possono creare
le loro schede per pubblicizzare la loro attività. Eremita è stata
prodiga di consigli verso la sala strapiena di operatori: nella scheda
inserire attrezzature e servizi, mettere foto il più esplicative e
definite possibile. Importanti le mappe con l'indicazione dell'hotel.
L'esposizione
dei dati su Ravenna ha riguardato tre ricerche: rispetto alla
destinazione, al costo e la pagella, il gradimento del cliente.
Per
Ravenna viene individuata una forte polarizzazione come città balneare,
ma anche come città d'arte, come dimostra l'innalzamento di presenze in
marzo-aprile. I migliori clienti gli italiani (82%), poi tedeschi,
francesi, spagnoli e ultimi i britannici.
Ravenna è meno cara
rispetto ad altre città emiliano romagnole, ma non presenta il
considerevole picco di marzo-aprile di altre città d'arte.
Per quanto
riguarda la reputazione, Ravenna sta nella media con un indice di 78,7.
Il complessivo della regione è 78,5. Poi si va da un minimo di 75,78 di
Piacenza, passando per il 76,6 di Rimini, 76,8 Modena, 78,2 Reggio
Emilia e Parma, 80,6 Forlì-Cesena, 81,14 Bologna e il massimo di 81,36
di Ferrara. «Dati puramente indicativi - confessa Eremita - perché non
comprensivi dell'intero universo alberghiero, ma solo di chi utilizza la
rete».
Nel mirino delle organizzazioni degli albergatori c'è
l'amministrazione comunale. L'accusa è non solo di scarsa sensibilità
verso le questioni del turismo ravennate, ma anche di rifiutare ogni
dialogo con gli operatori ed i loro rappresentanti. Ad aprire il fuoco è
stato Nicolò Scialfa, presidente di Federalberghi Confommercio Ravenna:
«Non solo applicano la tassa di soggiorno, ma ci hanno anche umiliati
comunicandoci le loro decisioni a cose fatte. Questo è un atteggiamento
inaccettabile da parte di amministratori che si dicono democratici».
A
rincarare la dose un risentito Filippo Donati, presidente nazionale di
Asshotel Confesercenti: «Faccio l'albergatore dal 1984 e ormai abbiamo
raggiunto il livello più basso di rapporti con l'amministrazione
comunale. Per il Comune i due euro di tassa di soggiorno cambiano poco,
invece per noi cambiano molto e i turisti saranno invogliati a
soggiornare nei comuni vicini».