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TURISMO | La tassa di soggiorno a Ravenna spinge i lidi sud verso Cervia

Ravenna | 03 Febbraio 2013 Cronaca
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Ravenna non prende il volo. La carta vincente sono i bassi costi delle sue strutture, per questo la tassa di soggiorno può essere un elemento di disturbo, far lievitare le tariffe e dirottare i clienti verso i lidi di altri comuni della riviera romagnola. E' questa la sintesi che Trivago, portale internet che confronta le offerte migliori fra i diversi tour operator online, ha fatto di Ravenna in una burrascosa anteprima del check-up del turismo insieme alle associazioni di categoria Asshotel Confesercenti e Federalberghi Confcommercio.
Anceh per questo le organizzazioni tornano anche sulla raccolta firme - già partita - sul tema della secessione di alcuni lidi dal Comune di Ravenna ed il loro passaggio a Cervia. «Non è possibile ragionare con chi non vuole neppure prendere in considerazione l'ipotesi di esentare dalla tassa di soggiorno le prenotazioni avvenute prima della sua applicazione».



Trivago in primis boccia la nuova tassa di soggiorno così come concepita dall'amministrazione comunale: «Ravenna è una meta privilegiata rispetto al resto della costa adriatica grazie ai bassi prezzi, situazione che una tassa, non simbolica cambierebbe totalmente, pessimo segnale vista la bassa posizione nella classifica di reputazione tra le città candidate a capitale europea della cultura».
Nell'illustrazione del portale www.trivago.it, Giulia Eremita, country manager di Trivago Italia, sono emersi i punti di forza e le debolezze del nostro sistema alberghiero.
Trivago, fondato nel 2005 in Germania, impiega 300 addetti, attualmente attivo in 33 paesi, è il motore di ricerca hotel che compara offerte alberghiere da più di 100 agenzie di prenotazione online, ed in particolare le Ota (online travel agencies), per oltre 600mila hotel in tutto il mondo. Ogni mese 18 milioni di visitatori utilizzano Trivago per risparmiare, in media, il 35% sulla loro prenotazione, avendo a disposizione oltre 34 milioni di recensioni integrate e 14 milioni di foto. Sul sito gli albergatori possono creare le loro schede per pubblicizzare la loro attività. Eremita è stata prodiga di consigli verso la sala strapiena di operatori: nella scheda inserire attrezzature e servizi, mettere foto il più esplicative e definite possibile. Importanti le mappe con l'indicazione dell'hotel.
L'esposizione dei dati su Ravenna ha riguardato tre ricerche: rispetto alla destinazione, al costo e la pagella, il gradimento del cliente.
Per Ravenna viene individuata una forte polarizzazione come città balneare, ma anche come città d'arte, come dimostra l'innalzamento di presenze in marzo-aprile. I migliori clienti gli italiani (82%), poi tedeschi, francesi, spagnoli e ultimi i britannici.
Ravenna è meno cara rispetto ad altre città emiliano romagnole, ma non presenta il considerevole picco di marzo-aprile di altre città d'arte.
Per quanto riguarda la reputazione, Ravenna sta nella media con un indice di 78,7. Il complessivo della regione è 78,5. Poi si va da un minimo di 75,78 di Piacenza, passando per il 76,6 di Rimini, 76,8 Modena, 78,2 Reggio Emilia e Parma, 80,6 Forlì-Cesena, 81,14 Bologna e il massimo di 81,36 di Ferrara. «Dati puramente indicativi - confessa Eremita - perché non comprensivi dell'intero universo alberghiero, ma solo di chi utilizza la rete».
Nel mirino delle organizzazioni degli albergatori c'è l'amministrazione comunale. L'accusa è non solo di scarsa sensibilità verso le questioni del turismo ravennate, ma anche di rifiutare ogni dialogo con gli operatori ed i loro rappresentanti. Ad aprire il fuoco è stato Nicolò Scialfa, presidente di Federalberghi Confommercio Ravenna: «Non solo applicano la tassa di soggiorno, ma ci hanno anche umiliati comunicandoci le loro decisioni a cose fatte. Questo è un atteggiamento inaccettabile da parte di amministratori che si dicono democratici».
A rincarare la dose un risentito Filippo Donati, presidente nazionale di Asshotel Confesercenti: «Faccio l'albergatore dal 1984 e ormai abbiamo raggiunto il livello più basso di rapporti con l'amministrazione comunale. Per il Comune i due euro di tassa di soggiorno cambiano poco, invece per noi cambiano molto e i turisti saranno invogliati a soggiornare nei comuni vicini».

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