Ceccarelli sonorizza il film di Hitchcock a Palazzo dei congressi

Federico Savini
«In sintesi, quel che facciamo è dare a un film di cent’anni fa una concezione del sonoro totalmente contemporanea». Blackmail, in italiano Ricatto, è il film che Alfred Hitchcock girò nel 1929, cento anni non li ha ma è, in effetti, il film meno vecchio che il compositore elettroacustico ravennate Luigi Ceccarelli e i suoi sodali dell’Edison Studio (Mauro Cardi, Fabio Cifariello Ciardi e Alessandro Cipriani) abbiano mai sonorizzato. La proiezione del film, martedì 7 alle 21 al Palazzo dei Congressi per il Ravenna Festival, è a tutti gli eventi una novità perché, insieme ai quattro musicisti elettronici, saranno sul palco il trombonista svedese Ivo Nilsson e il contrabbassista Daniele Roccato, collaboratore di Stefano Scodanibbio e già sul palco con giganti come Terry Riley e Butch Morris. «Sarà la prima sonorizzazione con organico a sei – spiega Ceccarelli -, abbiamo rivisto l’intera partitura per questa coproduzione col Ravenna Festival».
Tra l’altro, Blackmail è il primo film sonoro di Hitchcock. Scelta curiosa per dei sonorizzatori…
«Sì, ma noi lavoriamo sulla versione muta. Alla fine degli anni ’20, nel momento del passaggio al cinema sonoro erano poche le sale attrezzate per l’audio, quindi era tipico fare due versioni dei film, che peraltro in questo caso sono similissime».
Come avete lavorato?
«La musica è interamente composta da noi e abbiamo inserito anche elementi puramente sonori, con una precisa attinenza alla trama e alle scene del film. In più ci sono fugaci campionamenti audio da celebri film di Hitchcock degli anni successivi. C’è da dire che Blackmail è un film molto moderno, che nonostante il muto tende già allo stile maturo del regista. Per noi si tratta, inoltre, di un film “moderno” in tutti i sensi, visto che di solito sonorizziamo pellicole degli anni ‘10».
Nilsson e Roccato improvviseranno?
«Sostanzialmente no, possono intervenire sul suono e la partitura con delle sfumature ma non sul canovaccio. I loro suoni, tra l’altro, vengono elaborati da noi in modo elettroacustico, quindi ci deve essere grande attinenza alla partitura».
In questo senso pensate che il vostro lavoro assecondi, pur in differita, la visione originale del regista?
«Usiamo tecniche e concezioni completamente contemporanee, però il nostro è molto preciso, l’obiettivo è quello di rendere il film più chiaro, di sottolineare con musiche, voci e suoni d’ambiente l’evoluzione della trama, quindi a mio parere siamo molto rispettosi degli intenti originari del regista. Di norma occorrono 7-8 mesi per ricostruire la sonorizzazione di un vecchio film, non è semplicemente suonare ispirandosi al mood delle immagini».
Con Edison Studio fate sonorizzazioni dal 1993. E’ in crescita l’interesse per queste performance?
«Sembra di sì, all’estero è così da anni ma vedo riscontri anche in Italia. Credo sia la dimostrazione che il sonoro è una parte fondamentale del cinema, e se nel cinema contemporaneo questo è assodato, noi cerchiamo di evidenziarlo anche nei vecchi film».
Ingresso 10-12 euro, info 0544/249244