Treni per Ravenna, l'odissea dei passeggeri

Le raccomandazioni del sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci in questi giorni di neve e gelo erano chiare: «Lasciate a casa l'auto, usate i mezzi pubblici». Ci fossero. Non è stato semplice seguire i saggi consigli del sindaco per i pendolari della linea Faenza-Ravenna, ostacolati in questo buon proposito dalla stessa Trenitalia. Sei soppressione del convoglio delle 7 e 52 (quello più frequentato dai pendolari) e innumerevoli disagi e ritardi: questo l'amaro bilancio dell'ultimo mese e mezzo di viaggio.


«E la neve c'entra fino ad un certo punto - spiega Anna Triossi, pendolare di "lungo corso"  (da 13 anni prende il treno ogni mattina a Fognano per raggiungere il posto di lavoro a Ravenna) -: spesso il treno è stato soppresso in giornate per nulla proibitive dal punto di vista atmosferico».

E Trenitalia conferma: in una nota l'ufficio stampa delle Ferrovia precisa che «tre cancellazioni sono state causate dalle avverse condizioni metereologiche, ma negli altri casi si è trattato di un guasto all'infrastruttura e di due problemi tecnici ad altri treni sulla linea». A sua discolpa, l'azienda fa anche sapere che le nevicate di queste settimane «hanno reso necessari interventi di manutenzione straordinaria ai treni» che hanno provocato ripercussioni in giorni non di maltempo.

Si è così risolto il mistero che da settimane aleggiava sul convoglio delle 7 e 52: nessuno ha infatti mai comunicato ai pendolari le ragioni di ritardi e cancellazioni di treni. Tra i vari disservizi da imputare a Trenitalia, infatti, c'è anche la mancanza di comunicazione agli utenti. «Lunedì non sono andata a lavorare - racconta Renata Marino, una "neofita" del pendolarismo Faenza-Ravenna (ha iniziato a gennaio 2010) - Dovevo andare a Cervia.

Poi ho scoperto che c'era un pullman sostitutivo, ma è arrivato 40 minuti dopo e comunque non sarei riuscita a raggiungere Cervia». Perché ovviamente i disagi aumentano per chi deve prendere coincidenze a Ravenna o arriva a Faenza dalla collina. «I collegamenti con la linea Firenze-Faenza sono pessimi - spiega ancora Triossi -. Noi da Fognano ci mettiamo un'ora e mezza per arrivare a Ravenna (con uno stop di 40 minuti a Faenza)».

Difficile, d'altra parte, non sentirsi «su un binario morto» quando quasi la metà delle corse giornaliere viene coperta da pullman sostitutivi: spesso puntualissimi (molto più dei treni), ma inevitabilmente più lenti. Ok, la linea non è frequentatissima (sono una cinquantina i passeggeri che prendono il 7 e 52 ogni mattina) e affittare pullman per assicurare il servizio anche al di fuori degli orari di punta costa sicuramente meno che far viaggiare un treno mezzo vuoto.

Ma si tratta pur sempre di un servizio pubblico. E quando i convogli vengono dati per certi sui monitor di stazione, magari anche annunciati attraverso gli altoparlanti e poi soppressi (com'è successo), la rabbia dei pendolari inevitabilmente esplode. Anche perché tra ritardi e cancellazione, i disservizi nell'ultimo mese e mezzo hanno avuto una cadenza quasi settimanale. ma, incredibile a dirsi, ci sono stati periodi peggiori, ricorda sempre la Triossi: «Tra il gennaio e il febbraio del 2006 e del 2007 la situazione era talmente paradossale che ci hanno rimborsato un paio di abbonamenti mensili». «Me lo ricordo - racconta Valentina Porcellini, pendolare sulla linea dal 2006 -. Ma io non ho potuto usufruirne perché occorreva fare la richiesta in giorni specifici (non più di due) e l'informazione non è stata diffusa adeguatamente. Niente cartelli o avvisi pubblici: io l'ho saputo da un altro pendolare, ma era troppo tardi».

06/02/2010 - pubblicato da: Daniela Verlicchi

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