La Colombia secondo Angela e Tatiana
Non riesce proprio a capacitarsi della sproporzione Angela Pino, colombiana di origine e faentina d'adozione: «Non è possibile - dice -. Noi siamo 12 fratelli, tutte brave persone; qui conosco genitori che hanno un figlio solo ed è un delinquente». Fattore ambientale? Non proprio. D'altra parte ne convinta pure lei: «E' la persona che fa la differenza - spiega -. Marx sbagliava: la società non corrompe nessuno». Certamente non lei, che arriva da Medellin, capitale del narcotraffico e della cultura machista.
giovedì 29 aprile 2010



La passione per l'arte è stata il suo passaporto per l'Italia. E' proprio grazie alla sua vena artistica, infatti, che Amissao Lima, originario della Guinea Bissau, è arrivato nel Bel Paese il 5 ottobre 1984 con l'obiettivo di frequentare il corso di Belle Arti a Ravenna.
«Il lavoro è il motore dell'integrazione». Non c'è niente da fare, secondo Andrei Ceban, moldavo d'origini, e ora segretario della Consulta degli stranieri a Faenza: senza lavoro è più difficile integrarsi, farsi rispettare ed evitare di cacciarsi nei guai. D'altra parte, per questo si emigra, per lavoro.
Mohammed Boutharik non si preoccupa molto del futuro: 40 anni, quattro figli e una in arrivo, rappresenta l'unico reddito della sua numerosa famiglia. Fa il muratore alla Emgest di Faenza e il suo datore di lavoro gli ha detto che dal mese prossimo probabilmente non riuscirà più a pagarlo a causa della crisi che ha colpito tutto il settore edile. 


