Regione, metà mandato per la consigliera Rontini: "Imprese e occupazione, arrivano i risultati"

Romagna | 16 Luglio 2017 Le Opinioni
Consigliera Rontini, quali sono i risultati più importanti raggiunti fino ad ora in questa legislatura?
«In primis ci tengo ad evidenziare come proprio i dati economici ed occupazionali (nel primo trimestre di quest’anno la disoccupazione è pari al 7%, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016, e lontano dall’8,9% registrato all’inizio della legislatura) dimostrino che la nostra Regione, anche grazie al Patto per il lavoro, firmato assieme alle parti sociali, alle associazioni d’impresa, all’Università e al terzo settore, stia raccogliendo i risultati da tutti auspicati. Tanto altro è stato fatto, dalla legge sui rifiuti che introduce il principio dell’economia circolare e responsabilizza gli utenti con la tariffazione puntuale, secondo il principio del “chi inquina paga”, ad un aumento dei fondi per turismo e cultura, al contrasto al gioco d’azzardo con incentivi agli esercizi ‘liberi dalle slot’, a una nuova legge sullo sport che finanzia eventi e interventi sull’impiantistica, alla prima legge regionale sulla mobilità ciclabile, per una Regione amica delle due ruote, fino all’introduzione del reddito di solidarietà, a sostegno dei cittadini più svantaggiati, e all’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso ai nidi».
Quali sono, invece, le priorità sulle quali concentrarsi nei prossimi anni?
«Nella Commissione “Territorio Ambiente Mobilità”, che presiedo, stiamo lavorando per approvare in autunno la nuova legge urbanistica, che prevede lo stop al consumo di suolo, a favore della rigenerazione urbana e della riqualificazione degli edifici, l’adeguamento sismico degli immobili, la tutela del territorio agricolo e la semplificazione delle procedure. Tutto questo per garantire nuova competitività ai territori, salvaguardando la sostenibilità ambientale. Sul fronte welfare, proprio questa settimana abbiamo approvato in Aula il nuovo Piano socio sanitario per fornire servizi sempre più ‘integrati’ e vicini ai cittadini, continuando nella lotta all’esclusione sociale, alla fragilità e alle povertà».
La Regione ha modificato la disciplina degli emolumenti e dei vitalizi spettanti ai consiglieri? Questo basta per dare più credibilità alla politica?
«Il problema della disaffezione di tanti, troppi, cittadini dalla politica non si riduce certamente al tema del ‘costo delle istituzioni’. Su questo prevale l'esigenza di una politica capace di dare speranza e futuro ai giovani, lavoro a chi lo ha perso, slancio all'economia, prospettive di crescita a chi si aspetta da noi che restituia-mo, dopo questi cinque anni, una Regione più veloce, semplice ed efficiente. È quello che, tutti i giorni, cerchiamo di fare. Le due misure (riduzione delle nostre indennità, eliminazione del Tfr, azzera-mento delle spese dei gruppi assembleari; riforma organica dell’istituto del vita-lizio per gli ex Consiglieri ed Assessori), di assoluto buon senso, che abbiamo approvato, sono una sorta di pre-condizione per essere credibili su tutto il resto».
Dalla siccità alle alluvioni, dalla qualità dell’aria alle tecniche di costruzione, il nostro territorio può essere considerato sicuro?
«È un territorio che presenta diverse fragilità: è proprio per questo che stiamo lavorando per spostare risorse (100 milioni di euro di investimenti nei primi 100 giorni di mandato, per la difesa del suolo) ed energie dalla fase di gestione delle emergenze, a quella di prevenzione e costante cura del territorio».
Se potesse scegliere, quali sono le infrastrutture più urgenti per la provincia di Ravenna?
«La nostra provincia, è noto, soffre da tempo di un gap infrastrutturale. Anche in previsione dell’approvazione del Prit 2025, il Piano regionale integrato dei trasporti, ci stiamo adoperando per il completamento di tutte le varianti della ‘Reale’, la realizzazione dello svincolo di Bagnacavallo est, la circonvallazione di Castel Bolognese, l’escavo dei fondali del porto di Ravenna (solo per citarne alcune), senza dimenticare la gara del ferro per assicurare condizioni di viaggio più dignitose ai tanti pendolari emiliano-romagnoli». (Samuele Staffa)
 
 
 
 
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