I libri più venduti e gli ever green sulla Romagna e il nostro territorio

Romagna | 03 Aprile 2017 Cultura
federico Savini, Elena Nencini
Parlare di «boom» sarebbe troppo, anche perché un vero rinnovamento del pubblico deve ancora compiersi, ma l’editoria locale romagnola – specie quella di approfondimento storico – vive una fase molto positiva e sembra aver trovato delle strategie vincenti per rispondere alla crisi indotta dall’economia e dal digitale. «L’interesse per l’editoria e i temi locali c’è sempre stato – dice Evelina Pifferi di Moby Dick, a Faenza-, tant’è che il nostro ex collega Renzo Bertaccini si è messo in proprio dedicandosi nello specifico a quei prodotti, sui quali comunque anche noi continuiamo a puntare, proprio in ragione di un interesse palpabile».
In una ventina d’anni, insomma, la richiesta di pubblicazioni che raccontino la storia locale non è certo calata. «Ogni volta che esce un libro su Faenza si esaurisce in fretta – conferma Evelina -, vedi il recente volume di Carta Bianca su Palazzo Ferniani, che va benissimo. Certamente l’interesse per la propria città è una molla, ma quando si parla di autori come Eraldo Baldini il fatto che spesso parli di Ravenna non è certo un problema per i lettori faentini. Sicuramente la storia, ma anche l’arte, hanno più riscontri della narrativa locale. C’è un pubblico affezionato a questi temi, persone che comprano tanti libri. Chiaramente in genere non si tratta di ventenni».
Ma non è sempre detto. «Se penso agli incontri su alcuni libri di Dino Campana e più in generale alle presentazioni di libri con gli autori, mi capita abbastanza spesso di avere anche un pubblico abbastanza giovane». Ad affermarlo è Renzo Bertaccini, che come si diceva si è messo in proprio, nella Bottega Bertaccini di corso Garibaldi 6, a Faenza. Puntando tutto sull’editoria a tema romagnolo ha un punto di vista peculiare: «Pur in un momento di contrazione generale dei consumi e anche del libro – dice Bertaccini -, sono soddisfatto. Dalla poesia alla narrativa, dalla gastronomia all’architettura, dalla ceramica, che a Faenza va fortissimo, fino al sempre più richiesto approfondimento storico, anche di micro-storie come il viale del Fontanone al parco del Tondo, devo dire che la domanda c’è. E me lo dimostrano lettori che vengono qui da tutta la Romagna, qualcuno si azzarda a dire che forse altrove un negozio così non resisterebbe.
La specializzazione, insomma, funziona. «Penso sia un antidoto alla concorrenza di internet – dice Bertaccini -, ma serve tanto impegno, ‘tanta pelle’, per dirla alla romagnola. Va creato un pubblico e ci si riesce attraverso eventi, mostre e incontri con gli autori. Questo fa la differenza, servono qualità e continuità. Mi piace sottolineare che autori di respiro nazionale come Baldini e Bellosi girano molto e si confrontano di continuo coi lettori».
«Recentemente abbiamo ampliato la sezione dedicata all’editoria locale e a breve, ferma restando la storica collaborazione col Caffè Letterario dell’Ala d’Oro, torneremo a ospitare presentazioni qui in libreria, proprio con autori locali». Massimo Berdondini dell’Alfabeta, punto di riferimento per tutti i lettori di Lugo e dintorni, conferma il trend positivo dell’editoria locale, specie se parliamo di storia e tradizioni. «La narrativa funziona soprattutto coi grandi nomi, come Cavina e Baldini – mette in chiaro Berdondini -. Sembra paradossale ma il digitale e la possibilità, per gli scrittori emergenti, di autopubblicarsi, hanno influenzato molto gli editori cartacei locali, che oggi coinvolgono autori riconosciuti, con un livello di cura delle pubblicazioni molto più alto che in passato, quando avevano mediamente il difetto dell’approssimazione. Parlo di filologia e di grafica, per vincere la concorrenza del digitale bisogna pubblicare testi belli, ricchi e autorevoli». Gli editori locali, insomma, sono «sul pezzo» e stanno rispondendo con intelligenza alla crisi indotta dal digitale. «La storia romagnola vende tantissimo – insiste Berdondini -. Qui a Lugo i Misteri della Bassa Romagna di Baldini e Bellosi è un vero successo, e anche il loro Calendario, edito proprio dal Ponte Vecchio, è molto richiesto, anche perché è inappuntabile e prezioso. Il fatto che Baldini, romanziere nazionale su Einaudi, si occupi di antropologia per un editore romagnolo è d’aiuto all’intera offerta dei libri locali. A Faenza lavora bene anche Tempo al Libro, con i lavori di Mario Gurioli e U n’s’fa pió l’amôr com’una vôlta di Floriano Cerini, a conferma dell’interesse molto vivo che c’è proprio sul dialetto. La cura è fondamentale, gli ottimi riscontri del bel volume Romagna Monumentale, che Longo ha dedicato allo scultore Domenico Rambelli, sono un’altra riprova del fatto che la qualità paga, anche se l’argomento è l’arte locale».
A Ravenna, secondo Eleonora della Libreria Modernissima gli autori locali continuano ad «avere un buon riscontro, specie se parliamo di storia, tradizioni, lingua e dialetto». Le case editrici del territorio che affrontano questi argomenti, continua Eleonora, «sono principalmente IL Ponte Vecchio, Longo, Edizioni del Girasole, di cui ‘tirano sempre’ i classici, come Addio alle valli di Francesco Serantini, La Romagna dei nomi di Tino Dalla Valle, Concertino romagnolo di Francesco Fuschini, oltre alla produzione di Eraldo Baldini».
Angela Longo, una delle figlie dello storico libraio Alfio della Libreria Dante, descrive il target di «Un pubblico maschile, non giovanissimo, anche se si stanno affacciando alcuni giovani. Tra gli ever green ci sono Il richiamo di Ravenna di Eraldo Baldini e Dante Bolognesi, e alcuni volumi dedicati ai mosaici, come Tesori di luce di Mario Pierpaolo e Giuseppe Bovini o il Glossario tecnico-storico del mosaico di Manuela Farneti». L’editore Longo ha poi ristampato diverse volte volumi di nicchia piuttosto richiesti come Storia di Ravenna di Mario Pierpaoli o gli Ebrei in Romagna di Gregorio Caravita.
Feltrinelli punta a un mercato sicuramente più nazionale, ma sugli scaffali della libreria di via Diaz non possono mancare autori di casa nostra: Diego, storico libraio, dice che «Tra gli autori più apprezzati c’è immancabilmente Baldini. Poi il libro di Roberto Balzani e Giancarlo Mazzuca, Amarcord Romagna, continua a vendere ed è molto apprezzato. Un vero caso editoriale è la Storia di Ravenna di Paola Novara e Alessandro Luparini. Tra le curiosità del 2017 c’è un libro sulla Romagna di un non-romagnolo come Pier Mario Fasanotti, che in Tra il Po, il monte e la marina racconta i romagnoli da Artusi a Fellini. Il centenario della morte di Olindo Guerrini ha riportato in auge I sonetti romagnoli, edizione Zanichelli. Quello che manca – conclude Diego – sono guide della città in inglese, con belle illustrazioni di mosaici, per esempio Tesori di luce, che in questo momento è esaurito».
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