Processo Cagnoni, l'Assise accoglie tutte le parti civili. La difesa chiede la rimessione in Cassazione, ma il processo non viene sospeso

Ravenna | 10 Ottobre 2017 Cronaca nera

Marianna Carnoli - Il 10 ottobre s'è aperto, in Assise, il processo al dermatologo Matteo Cagnoni accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri a settembre dell'anno scorso in una villa disabitata. La difesa dell'imputato, a sorpresa, dopo la camera di consiglio dell'Assise per decidere se ammettere o meno le 4 parti civili, ha chiesto la sospensione del processo e la rimessione in Cassazione. La corte ha accettato sia Udi che Linea Rosa, il Comune di Ravenna e l'associazione dalla parte dei minori come parti civili oltre ai parenti della vittima. Ha, invece deciso di non sospendere il processo, sospensione che "viene accettata solo in caso di elementi gravissimi che possono comprometterne lo svolgimento", ma di trasmettere, come da richiesta, gli atti in Cassazione che dovrà esprimersi sulla città nella quale potrà essere celebrato il procedimento. Secondo i legali di Cagnoni la campagna mediatica dei giornali locali ha espresso, sin dal fermo del medico, una sentenza di condanna dunque non sarebbe equo che l'uomo venisse giudicato qui. La difesa ha anche sollevato 4 eccezioni di nullità per altrettante prove emerse durante le indagini e la corte si esprimerà il 26 ottobre prossimo mentre il processo entrerà nel vivo il 3 novembre con udienze ogni venerdì fino a fine anno.
 Matteo Cagnoni, presente in aula è apparso tranquillo ed inespressivo: ha scritto per tutto il tempo della durata dell'udienza, seduto accanto ai suoi difensori Giovanni Trombini e Francesco Dalaiti. Questi ultimi avevano chiesto, in apertura di udienza alla corte l'esclusione della costituzione di tutte le parti civili  Comune di Ravenna, Udi di Ravenna e Linea Rosa – ad eccezione dei familiari di Giulia. Secondo la difesa dell'imputato non era configurabile alcun danno diretto nei loro confronti pertanto non aveva senso che si costituissero.  La corte ha anche accolto la richiesta avanzata dall'avvocato Giovanni Scudellari che tutela i genitori e il fratello di Giulia Ballestri oltre ai suoi tre figli. "Come legale dei genitori e del fratello di Giulia- ha precisato- non ho alcun problema che vengano effettuate e mostrate foto e riprese video, ma per i bambini, visto che è utopico pensare che possano ignorare cosa stia accadendo in quest'aula, chiedo la massima sensibilità. Per loro che sono piccoli, ma già in grado di leggere e capire e che hanno già visto e sentito tanto di quest'indagine, vorrei che la corte emettesse un provvedimento che elimini la crudeltà dal processo: le immagini del ritrovamento di Giulia, i resoconti dei consulenti che hanno esaminato la scena del delitto. Quello che è stato scritto e mostrato non può più essere eliminato, ma chiedo che si faccia di tutto per tutelarli con i prossimi articoli, foto o video visto ciò che hanno già dovuto subire. Ricordo che questo non è solo il processo del loro babbo, ma anche della loro mamma".

 

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