La biblioteca «eclettica» del disegnatore Panebarco apre al pubblico

Ravenna | 10 Aprile 2017 Cultura
Elena Nencini
E’ la sagoma di Big Sleeping l’investigatore privato inventato nel lontano 1976 ad accogliervi lungo le scale che portano allo studio Panebarco, dove potete scoprire la Panebarco Social Library. Sarà proprio questo personaggio a introdurvi nel mondo del disegnatore e autore di fumetti Daniele Panebarco e della sua biblioteca privata che si apre al pubblico, gratuitamente, un pomeriggio a settimana (mercoledì) su prenotazione. Un’idea venuta alla figlia Marianna: «sentivo l’esigenza di riordinare per tematiche ed avere un quadro chiaro di tutti i volumi, le riviste e i fumetti che conserviamo in studio; sia per esigenze lavorative (realizziamo video in grafica 2d e 3d e i libri e i cataloghi) sia perché mi piaceva l’ìdea di poter condividere questo patrimonio». Un lavoro portato avanti grazie al progetto Lavoro cerca Università promosso da Fondazione Mattei e Fondazione Flaminia, che ha permesso ad una giovane bibliotecaria, Federica Bendoni, di riordinare i ben 7761 libri in 28 categorie, in 9 mesi. Anche se il padrone di casa dà sfogo al suo umorismo cinico e tagliente come quello del suo Big Sleeping, famoso per risolvere casi assurdi e improbabili come quello della sparizione di cinquecento milioni di russi o il furto della stella di Natale.
Panebarco contento del lavoro fatto?
«Mah, io adesso non li trovo più i libri. Oltretutto quando ne compro di nuovi devo anche segnalarli a mia figlia Camilla perché non so dove metterli. Ma questa è solo una parte della mia libreria, a casa ne avrò altri diecimila».
Che libri si possono trovare?
«È una biblioteca eclettica, l’immagine la fa da padrone, la grafica. Ma c’è anche uno spazio per la storia di cui sono un grande appassionato. In bagno ci stanno i gialli perché non avevamo più pareti libere e poi ci sono le biografie che mi piacciono molto».
Le prime letture da ragazzo?
«Leggevo molto i gialli di Edgar Wallace per le trame avvincenti, poi sono passato a Donald Westlake, a Chandler (Big Sleeping è un omaggio al Grande sonno dello scrittore americano nda), a Caine. Poi ho continuato a guardare i Gialli Mondadori perché c’erano le pubblicità e mi interessavano le impostazioni, le composizioni_».
C’è uno scrittore che non ha mai amato?
«La letteratura sudamericana. Non sono mai riuscito a leggere Cento anni di solitudine di Marquez. Del resto penso che dopo Cèline come si fa a scrivere un romanzo? Anzi, no, c’è stato Flaubert nell’800, Nabokov, poi basta. Leggo un libro e dico “ecco un altro inutile libro”. Un autore ha una grandissima responsabilità: farti consumare il tuo tempo».
Internet non ha reso sorpassato i libri?
«A un disegnatore le immagini interessano per le pose. Se devo disegnare un personaggio che fa il nodo alla cravatta cerco su internet e vengono fuori tante immagini. Anche se la risoluzione è bassa non mi interessa. Una volta invece dovevo andare a consultare il mio archivio di immagini. Io non disegno a memoria o fai una striscia come Charlie Brown dove i personaggi hanno sempre le stesse pose oppure hai bisogno di avere delle idee, degli spunti. Ho un libro giapponese solo sugli accessori e diversi manuali per disegnare in biblioteca».
Sta preparando una nuova storia?
«Ho ripreso a disegnare dopo più di 20 anni. All’inizio non ero soddisfatto dello stile del disegno. E verò che  disegnare è come andare in bicicletta, ma il fumetto è uno strano linguaggio. Penso che sia il più sofisticato del ‘900. Il nuovo fumetto è una distopia alla rovescia, non cupa, leggera. È basato sulla stupidità. Uno dei personaggi ad un certo punto dice: “non c’è un complotto. Magari ci fosse!”. I protagonisti sono degli animali zoomorfi con uno stile Disney, per questo non è stato facile».
Come lavora?
«È un fumetto pensato per tablet, smartphone, smart tv. Ho rotto gli schemi: non più una sequenza di vignette, ma le realizzo una sotto l’altra come se fossero diapositive. Sulla carta faccio gli scenari, i personaggi, poi li monto con photoshop, lavorando su più livelli. Poi penso a un app che lo farà vedere sul proprio supporto. Così si diventa editori di se stessi».
 
Prossimo appuntamento il 20 aprile, ore 20.30 con la startup TeatroXCasa e il  monologo «Diario di Provincia» di Oscar De Summa. Studio Panebarco, via Molino 9 info@panebarco.it. Tel 0544-35012.
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