Insegnanti col diploma magistrale, oggi un incontro al liceo scientifico

Ravenna | 10 Gennaio 2018 Cronaca
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Sono 55 gli insegnanti del ravennate che, in seguito alla recente sentenza del Consiglio di Stato, rischiano di tornare ad essere supplenti precari al 31 agosto di quest’anno. La sentenza, su cui si dovrà esprimere l’Avvocatura di Stato, ha respinto dalle graduatorie ad esaurimento, (le cosiddette Gae), i diplomati magistrali con titolo conseguito entro il 2001-2002, molti dei quali entrati di ruolo negli ultimi anni. Nove di questi appartengono alla scuola dell’infanzia, mentre gli altri 46 insegnano alla primaria. Ad inquadrare la situazione è Edera Fusconi della Uil Scuola. «Nel 2013 - spiega la sindacalista - questi docenti, proprio con una sentenza del Consiglio di Stato, che adesso tramite adunanza plenaria sconfessa quel suo primo verdetto, si sono visti riconoscere il titolo come abilitante, ma l’incongruenza dei tempi ha fatto sì che non sarebbero potuti entrati nelle graduatorie chiuse nel 2006, in quanto la sentenza è arrivata nel 2013. Questi docenti hanno proceduto per vie legali e hanno ottenuto il riconoscimento per l’inserimento con riserva nelle Gae, in quanto il loro titolo, dal 2013, era sancito come abilitante. Questi insegnanti sono quindi stati inseriti con riserva e il paradosso è che alcuni hanno già in mano una sentenza definitiva, di conseguenza si verranno a creare situazioni di estrema disparità, perchè se qualcuno avrà diritto a rimanere di ruolo, la maggior parte dovrà invece procedere ad un ricorso. A questo punto, però, l’esito è scontato, ovvero dovranno tornare a fare supplenti nelle graduatorie di istituto. Paradossalmente, però, queste graduatorie si sono aperte a giugno del 2017, ma in quanto di ruolo non avrebbero potuto essere iscritti e quindi occorre una soluzione legislativa, un provvedimento, che toccherà alla prossima legislatura». Per Fusconi occorre quindi trovare una soluzione che tuteli la professionalità docenti e garantisca continuità per i bambini. «Serve una risposta, anche transitoria, che preveda un concorso riservato per potere risolvere le situazioni di precariato, che sono un classico esempio degli effetti creati dalla stratificazione di norme che si sono abbattute sui precari della scuola». Dopo l’incontro del 4 gennaio al Ministero ora si attende il parere dell’Avvocatura di Stato. «Ad oggi - fa eco Marcella D’Angelo, della Flc Cgil Scuola - quello che sappiamo è che nessuno verrà licenziato, quindi tutti i docenti interessati dalla sentenza plenaria rimarranno ognuno al proprio posto. In attesa di una sentenza abbiamo convocato un’assemblea, nella mattinata dell'11 gennaio, al liceo scientifico per incontrare i docenti interessati dal provvedimento e chiediamo un concorso riservato che dia la possibilità a tutti coloro i quali hanno requisiti e titoli, di poter ambire ad un posto da insegnante a tempo indeterminato». (Federica Ferruzzi)
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