Nuovo percorso espositivo su Domenico Rambelli a Faenza, Lugo e Brisighella

Faenza | 17 Marzo 2017 Cultura

Fabrizio Pasi

È stato uno dei maggiori scultori italiani del XX secolo. Dopo una damnatio memoriae dovuta alla vicinanza al Fascismo, oggi il faentino Domenico Rambelli riceve, a tre anni dalla mostra del 2014, una definitiva consacrazione. A compierla è un trittico di mostre (tutte aperte fino al 23 aprile) e la pubblicazione di una monografia, in un lavoro congiunto tra i Comuni di Faenza, Lugo e Brisighella. Le mostre documentano i tre monumenti dell'artista nei rispettivi territori.

A Brisighella c'è il primo appuntamento, venerdì 17 alle 18 al museo Ugonia, per l'inaugurazione di Un'iconografia unica. Il fante che dorme. Documenti, disegni, foto, il bozzetto e un calco superstite approfondiranno il monumento brisighellese, realizzato tra il 1926 e il ‘27 e sito nel parco della Rimembranza nella corona circolare di cipressi curata dallo stesso Ugonia, amico di Rambelli. La mostra sarà aperta in marzo, tutti i giorni ore 15-17, nei festivi anche 10-12.30.

A Lugo, sabato 18 alle 10.30 nel Salone estense della Rocca sarà presentata la monografia Romagna monumentale. Domenico Rambelli, un maestro dell'espressionismo italiano, che illustra ampiamente i tre monumenti rambelliani. Di seguito sarà inaugurata la mostra Ad maiora. Lo scultore e l'eroe sul monumento a Francesco Baracca, divisa in quattro sedi per altrettante tematiche: i disegni si trovano alle Pescherie della Rocca; le foto (del cantiere del 1936 e gli scatti moderni del fotografo Luca Nostri) alla Fondazione Cml, in piazza Baracca 24; i documenti nella biblioteca Trisi; il volto al museo Baracca. Il percorso è visitabile i giovedì e venerdì ore 15-18, sabato e domenica ore 10-12 e 15-18.

Il terzo evento è a Faenza, sabato 18 alle 18 nella Galleria della Molinella, dove sarà aperta la mostra Un lungo cammino. Il monumento ad Alfredo Oriani, che presenterà circa 70 disegni sul monumento faentino e qualche piccolo bronzo. «Il monumento a Oriani - spiega Claudio Casadio, direttore della Pinacoteca faentina - è un'opera molto particolare, pensata fin dal 1921 e compiuta da Rambelli come gesso, non fusa nel bronzo. La fusione si ebbe infatti nel 1990, per iniziativa di Vittorio Sgarbi e Dino Gavina, e venne poi collocata al Largo Toki, dov'è tuttora. La mostra racconta le due fasi del progetto di Rambelli». Nella prima, negli anni '20, l'artista realizzò un primo disegno e un calco in gesso, andato distrutto col tempo, di cui però si conserva una foto. Questa fase culmina nel 1929, con la realizzazione del busto che oggi si trova nella Sala Comunale. La seconda fase è degli anni ‘50: Rambelli è a Roma e i suoi amici Nonni e Zama gli propongono un monumento a Oriani. Rambelli accetta e comincia a produrre schizzi e disegni. «Il progetto - conclude Casadio - è cambiato in alcuni dettagli, pulito e semplificato. La mostra è molto specifica sul singolo pezzo, che però documentiamo fino in fondo». Sarà visitabile tutti i giorni salvo lunedì, dalle 16 alle 19, sabato e domenica anche 10-13. Info 0546/994415, 0546/680251 o 0545/38561.

 

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