La Cia: "Una nuova Pac per investire nei territori"

18 Aprile 2017 Economia
In questi mesi è in corso la consultazione pubblica, aperta dalla Commissione europea, per raccogliere l’opinione di agricoltori, associazioni di agricoltori, cittadini e di tutti gli altri soggetti interessati al futuro della Pac. Il 31 dicembre 2020, infatti, scadranno gli attuali regolamenti agricoli e le risorse dei relativi fondi.  Gli orientamenti degli Stati membri non sono univoci, forse perché alcuni temono che i cittadini non capiscano perché dovrebbero accettare che si finanzi la Pac, per dirla semplice: che si finanzi l’agricoltura, europea e, quindi, anche italiana. Che non sia sufficiente ricordare che dall’agricoltura dipendono la nostra alimentazione e la nostra salute, ma anche la tutela del territorio e delle sue risorse naturali? E il lavoro? E l’occupazione? E il lavoro e l’occupazione dell’indotto?
Nessuno può nascondersi dietro l’alibi del «non capisco», del «tanto non serve a nulla». Per le sfide comuni serve uno sforzo comune e Pac vuol dire investire nei territori, rafforzare la partecipazione dei cittadini mediante livelli di occupazione elevati e di qualità, combattere la povertà e sostenere lo sviluppo socio-economico delle aree rurali. Gli agricoltori devono poter continuare a svolgere la preziosa funzione di gestione delle terre e per questa attività occorre vengano loro dedicate misure incentivanti «ad hoc». Un obiettivo fondamentale, soprattutto per le aree geografiche più marginali dove l'agricoltura, attraverso i servizi ambientali e il sostegno economico, rappresenta spesso l'unico freno allo spopolamento.
Oltre alle risorse la Pac ha bisogno di criteri aggiornati, di norme semplificate, di investimenti orientati verso le nuove sfide comuni: sicurezza alimentare; cambiamenti climatici; occupazione nelle aree rurali; miglioramento degli strumenti di gestione del rischio; rinnovamento generazionale. «Basta burocrazia: gli uffici non ci stanno più dietro, le imprese non riescono a lavorare e i costi aumentano. Partendo da quello che accade nella nostra regione, nel Bando giovani 2016, tanti giovani non sono stati ammessi ai contributi per problematiche varie compresa la complessità e la burocrazia del Bando. I criteri di assegnazione delle risorse vanno aggiornati. Le classificazioni delle aree anche - sostiene Danilo Misirocchi, presidente della Cia provinciale -. Dagli anni Sessanta ad oggi molte sono state le evoluzioni anche migliorative nelle zone geografiche e bisogna pur tenerne conto per evitare di penalizzare quegli stessi giovani ai quali ci rivolgiamo. Certe aree sono premiate con doppio punteggio in base a criteri ormai superati: le condizioni di quelle aree nel frattempo sono cambiate».
Oltre a una buona politica sono fondamentali gli strumenti, che devono essere semplici. Il reddito non può continuare a scendere: servono misure di stabilizzazione del mercato, occorre impegnarsi sulla gestione del rischio, sul credito, sulla ricerca. «Queste sono precondizioni per favorire anche il ricambio generazionale - afferma Misirocchi - Servono istituzioni forti, governi stabili, ministri competenti e che si occupino di agricoltura. Abbiamo dei temi forti da sostenere, l’agricoltura è: territorio, contenimento dei cambiamenti climatici (l’unico vero contrasto viene dall’agro forestale), occupazione e cibo. Prima che cominci la discussione, per dare forza alle nostre tesi cerchiamo di fare arrivare questi messaggi all’opinione pubblica con una comunicazione che abbia una strategia condivisa anche all’interno di Agrinsieme, coordinamento che rappresenta la maggioranza degli agricoltori italiani e che deve essere il nostro strumento per il confronto e l’elaborazione delle proposte».
La Pac è la prima politica comune della Ue, istituita nel 1962: dall’analisi dei suoi limiti deve scaturire una Politica agricola post 2020 in grado di creare un’economia agricola efficiente, sostenibile, competitiva, con gli agricoltori in primo piano. I temi della sicurezza degli approvvigionamenti alimentari, della scarsità di risorse come acqua, terra coltivabile ed energia, condizionano già il nostro presente e sono destinati a influenzare il futuro. Dal punto di vista agricolo dobbiamo produrre di più e meglio. Una strada piena di ostacoli, ma anche l'unica percorribile.
 
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